giovedì 13 marzo 2014

Incendiata la casa di una famiglia di sfollati dell'ejido Puebla

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Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de las Casas
Bollettino N. 08
Secondo informazione raccolte dal Centro dei Diritti Umani, Fray Bartolomé de Las Casas (Frayba), oggi, nell'ejido Puebla, Chenalhó, intorno alle ore 01:30, è stata incendiata la casa della famiglia di Normelina Hernández López e Macario Arias Gómez - profighi dal 23 agosto 2013 insieme ad altre 17 famiglie, in totali 100 persone, chi si trovano nella comunità di Acteal, Chenalhó -. Alcuni giorni prima, il 7 marzo 2014, alle ore 06:30, José Cruz Gómez aveva trovato incendiata la porta del salone di catechesi. Bisogna sottolineare che questi fatti sono avvenuti nonostante la presenza di circa 30 elementi della Polizia Statale Preventiva che non si sono accorti dell'accaduto.Per quanto accaduto, questo Centro dei Diritti Umani esprime la sua preoccupazione per la persistenza del clima di violenza e per la situazione di rischio nella quale si trovano forzatamente le famiglie sfollate. Di fronte alla gravità degli ultimi avvenimenti, il loro ritorno risulta ancora più difficile.

Della situazione riteniamo responsabili per omissione le autorità di governo che, invece di applicare giustizia, mantengono e permettono l'impunità che genera tensione e violenza.
1
Per citare alcuni esempi di impunità: il 20 luglio 2013, le stesse autorità dell'ejido Puebla avevano fermato arbitrariamente due Basi di Appoggio dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale: Mariano Méndez Méndez e Luciano Méndez Hernández ed un'altra persona dell'ejido: Juan López Méndez, con la falsa accusa di avere avvelenato l'acqua della comunità;2 il 21 agosto 2013, Manuel Pérez Gómez, parroco di Chenalhó, è stato privato arbitrariamente della libertà per sette ore e mezza;3 ed il 21 agosto 2013, per il livello di violenza raggiunto, sono forzatamente sfollate 17 famiglie.4
Come Frayba abbiamo manifestato, in maniera reiterata, la nostra preoccupazione per la mancanza di accesso alla giustizia che provoca l'aumento della violenza e lo stato di profughi delle 100 persone. Tutto questo significa la violazione continuata dei diritti: all'integrità personale, alla libertà di transito, di residenza ed alla casa, stabiliti in strumenti riconosciuti universalmente, vistati e ratificati dallo Stato messicano, tra i quali: la Convenzione Americana sui Diritti Umani agli articoli 5°, 22°; ed il Patto Internazionale dei Diritti Economici, Sociali e Culturali all'articolo 11°, paragrafo primo, oltre alla mancata applicazione dei Principi che regolano i profughi interni.
Precedenti:
Il 26 febbraio 2014, nell'ejido Puebla, Eduardo Ramírez Aguilar, Segretario Generale di Governo e Victor Hugo Sánchez Zebadúa, Sottosegretario per gli Affari Religiosi, hanno consegnato ufficialmente la proprietà dell'eremo cattolico alla Diocesi di San Cristóbal de Las Casas; a questa cerimonia era presente Agustín Cruz Gómez, Commissario Ejidale, quale rappresentante legale dell'ejido Puebla.
Inizio dei fatti:
Il 7 aprile 2013, nell'ejido Puebla, Chenalhó, 32 famiglie cattoliche iniziavano i lavori di ristrutturazione e ricostruzione del nuovo eremo, perché il vecchio era in pessimo stato e rappresentava un pericolo per la popolazione. Da quel giorno sono iniziati una serie di aggressioni fisiche, detenzioni arbitrarie, trattamenti crudeli, inumani e degradanti, distruzioni, furti e sgomberi forzati contro 17 famiglie.
 
1 Impunidad ante desplazamiento forzado de 98 personas del ejido Puebla, disponible en: http://frayba.org.mx/archivo/boletines/131017_pronunciamiento_puebla.doc.pdf
3Liberan bajo presión al párroco de Chenalhó Manuel Pérez Gómez, disponible en: http://frayba.org.mx/archivo/boletines/130823_boletin_22_ejido_puebla.pdf
4 Desplazamiento forzado de 70 personas del ejido Puebla, disponible en: http://frayba.org.mx/archivo/acciones_urgentes/130823_au_04_desplazados_chenalho.pdf
Queman casa de familia desplazada del ejido Puebla





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