mercoledì 24 gennaio 2018

[Ezln-it] L.H.Navarro: La parola di Marichuy

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 24/gen/2018 13:52
Oggetto: ***SPAM*** [Ezln-it] L.H.Navarro: La parola di Marichuy
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

> La parola di Marichuy
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> Luis Hernández Navarro
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> Non viportiamo cappellini, magliette od ombrellini, panini, generi alimentari, diceMaría de Jesús Patricio in alcuni dei suoi eventi nel viaggio che stacompiendo. Ma portiamo la parola che ci hanno mandato a dire.
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> María deJesús Patricio - Marichuy la chiamano i suoi - è la dottoressa tradizionalenahua che funge da portavoce e candidata alla Presidenza da parte del ConsiglioIndigeno di Governo (CIG). La parola che porta nelle comunità è quella che lemandano a dire i popoli originari che formano il consiglio.
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> Dal 14ottobre scorso, Marichuy sta viaggiando in gran parte del paese. Non si ferma.Fino ad ora ha percorso Chiapas, Campeche, Yucatan, Quintana Roo, Tabasco,Veracruz, Puebla, stato del Messico, Morelos, Hidalgo, Colima, Jalisco,Aguascalientes, Zacatecas, San Luis Potosí, Querétaro e Città del Messico.Nella maggioranza di questi stati ha tenuto gli incontri non nelle grandicittà, ma nelle comunità remote (molte di difficile accesso) dove le comunitàindigene vivono e lottano.
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> In questiincontri María de Jesús ha parlato, ma anche ascoltato. Il 9 gennaio scorso, aDesemboque, Pitiquito, Sonora, ha riassunto quello che queste altre voci lehanno detto: Abbiamo ascoltato le molte sofferenze che vivono queste comunità,soprattutto quelle del sud del Messico.
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> La sorprendeil gran numero di donne che partecipano, organizzano, dirigono e prendono laparola in questi eventi. La metà del cielo, solitamente invisibile nellecampagne politiche dei partiti istituzionali, occupa uno spazio immenso nelgiro della portavoce del CIG. È come se il percorso di Marichuy avesse apertoun'enorme breccia nelle forme tradizionali di fare politica, nella quale sisono inserite le donne organizzate del Messico del basso per prendere ilcontrollo del proprio destino.
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> María deJesús non parla mai a proprio nome, ma a nome dei popoli che l'hanno sceltacome loro portavoce. Non usa l'io, bensì il noi. Nelle riunioni non chiede divotare per lei, invita ad organizzarsi. Non dice lottate, ma lottiamo tuttiinsieme. Non chiede di essere appoggiata, aiutata o seguita: invita a pensareinsieme al Messico che si desidera, a cominciare a camminare insieme e nonfermarsi, ad organizzarsi e lottare insieme.
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> Perché Maríade Jesús Patricio ed il CIG partecipano alla congiuntura elettorale se non sonod'accordo con i partiti politici? Perché farlo se ritengono che questi hannodiviso e fatto scontrare le comunità? L'ha spiegato più volte (https://goo.gl/p4DpWi ).
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> Partecipanoalla contesa elettorale non per arrivare al potere né per essere come quelli disopra, ma perché vogliono che si guardino i nostri popoli indigeni e siascoltino i loro problemi. Perché cercano di mettere ben in chiaro che lecomunità indigene non sono d'accordo con il modo in cui si stanno accordandolassù quelli che hanno il potere e quelli che hanno il denaro. Perché devonodenunciare l'imposizione alle comunità indigene dei megaprogetti che hannoportato distruzione e morte, inquinamento e deforestazione. Perché devonoprepararsi ad affrontare la guerra che viene dalle imprese, dai governi e dainarcotrafficanti, insieme alla violenza che li accompagna da sempre, che siadei loro poliziotti, militari o criminali. Perché è urgente fermare gliomicidi, le sparizioni e gli arresti che subiscono per difendere le loro terre,territori e ri

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