giovedì 27 febbraio 2014

Da tutti i continenti giunge la condanna





La Jornada – Giovedì 27 febbraio 2014
Da tutti i continenti giunge la condanna per le aggressioni contro i simpatizzanti dell’EZLN
Hermann Bellinghausen
Decine di azioni e manifestazioni si sono svolte nella settimana internazionale di solidarietà Se toccano gli zapatisti, toccano tutti noi, convocata dagli aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona in Messico per condannare le aggressioni contro la comunità 10 de Abril (Chiapas) a gennaio scorso. Iniziate il giorno 16, le giornate si sono chiuse questa settimana.
Nuova e significativa è stata la manifestazione solidale di 56 attivisti, giornalisti e scrittori del Medio Oriente, principalmente Siria, ma anche Palestina, Libano e Giordania: Dalla nostra terra nella regione araba e dall’esilio, esprimiamo il nostro appoggio alla lotta zapatista per libertà, dignità, giustizia e democrazia diretta, una lotta che è di ispirazione per tutti quelli che lottano per smantellare i sistemi di dominio e disumanizzazione che hanno caratterizzato il mondo per cinque secoli, e contro i quali i popoli indigeni d’America continuano a lottare.
Hanno denunciato che le “reiterate aggressioni contro gli zapatisti hanno raggiunto un nuovo apice a gennaio, quando un gruppo chiamato Central Independiente de Obreros Agrícolas y Campesinos (Cioac) Democrática ha aggredito la comunità 10 de Abril, del municipio autonomo ribelle 17 de Noviembre. Condanniamo tutti i tentativi del malgoverno di distruggere il movimento zapatista attraverso la repressione militare e paramilitare, le tattiche di intimidazione, o per mezzo di donazioni destinate a disattivare la resistenza collettiva.
In quanto coinvolti nella lotta contro il colonialismo e l’esproprio in Palestina e nella rivoluzione per la libertà e la giustizia in Siria, ci identifichiamo pienamente col progetto zapatista che non vuole cambiare il mondo, ma crearne dal basso uno completamente nuovo, dove ci stiano molti mondi, concludono.
In Spagna, la Central General de Trabajadores ha manifestato davanti all’ambasciata messicana di Madrid ed al consolato di Barcellona, e nelle città di Murcia, Valencia e Valladolid. A La Reus, località della Catalogna, la Plataforma del Camp en Defensa de la Terra i el Territori ha denunciato a livello internazionale la serie di persecuzioni contro le comunità zapatiste perché perseguono una vita degna e la propria autonomia.
Altre città in cui si sono svolte azioni ed eventi di protesta contro gli attacchi violenti contro le basi zapatiste sono Oaxaca, Mexicali, Guadalajara, Tepoztlán, Cuernavaca, Chihuahua, Toluca, Fresnillo, San Cristóbal de las Casas, Guanajuato e Città del messico nel nostro Paese, ed a Dorset, Lille, Munster, Milano, San Paulo, Río de Janeiro, Seattle, San Diego, Los Ángeles e Phoenix, oltre a Wellington, Nuova Zelanda, tra altre. Anche a Parigi la solidarietà è stata manifestata davanti all’ambasciata del Messico.
Bisogna ricordare che la Cioac nacional e l’organizzazione Vía Campesina, alla quale appartiene, si sono dissociate dalle aggressioni contro gli abitanti dell’ejido 20 de Noviembre, Las Margaritas, ed i membri della Cioac Democrática nella regione tojolabal del Chiapas.





Questa e-mail è priva di virus e malware perché è attiva la protezione avast! Antivirus .


giovedì 6 febbraio 2014

Il Congresso Nazionale Indigeno si rafforza



-------- Messaggio originale --------
Oggetto: [Ezln-it] Il Congresso Nazionale Indigeno si rafforza
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
CC:

Congresso Nazionale Indigeno
 
Il Congresso Nazionale Indigeno (CNI) ha allungato il passo a partire dalla riunione che ad agosto, a San Cristóal de las Casas, Chiapas, ha riunito rappresentanti da tutto il paese. Nella riunione sono stati analizzati i conflitti che vivono i popoli, nazioni, comunità, tribù e quartieri, come diceva don Juan Chávez Alonso. Da allora, dagli angoli più insospettati, fervono le riunioni per privilegiare quello che è sempre stato il cuore della sua proposta: rafforzare uno dei pochi spazi di dialogo libero dove la gente può riconoscersi cercando di comprendere insieme.
Fino ad ora si sono realizzate molte riunioni regionali ad Hopelchén, Campeche, il 12 ottobre; a San Lorenzo de Azqueltán, Jalisco, il 9 e 10 novembre; a San Ignacio Arareco, Chihuahua, il 14 e 15 novembre; a Villa de Ayala, Morelos, il 30 novembre; ed a Xpujil, Campeche, il 7 dicembre. 
Ci saranno altre riunioni in altre regioni dove la gente possa sistematizzare quanto gli accade e promuovere legami a vari livelli, ma già si consolidano convinzioni e certezze.
Ad Hopelchén il CNI ha dichiarato: "Alziamo la voce per denunciare la sottrazione di terre ejidali in tutta la penisola (dello Yucatan) e delle nostre sementi native da parte delle grandi imprese transnazionali che ce le rubano scambiandole con prodotti transgenici che inquinano la terra ed il miele; denunciamo la discriminazione storica dei popoli maya della penisola che si traduce nella mancanza di riconoscimento dei diritti sanciti dalla Costituzione del nostro paese; denunciamo che i programmi che il governo implementa sono un insulto alla nostra memoria e dignità ed hanno come unica finalità quella di dividerci come popolo; denunciamo la persecuzione e repressione dei governi federale, statali e municipali contro chi lotta per recuperare la memoria".
A San Lorenzo de Azqueltán il CNI ha affermato: "Denunciamo che gli interessi capitalisti che minacciano e colpiscono i nostri territori sono collusi con gruppi del crimine organizzato nazionale e internazionale insieme ai diversi ordini e livelli di governo che formano un fenomeno complesso che si dota di forme legali e illegali per spogliarci delle nostre risorse e dei nostri territori".
A San Ignacio Arareco ha detto: "Vediamo che mettono in pratica le loro politiche di disprezzo, di sopruso, di discriminazione e distruzione. Vediamo anche che i partiti politici coi loro deputati e senatori (PAN, PRD, PRI, eccetera) approvano leggi a favore dei capitalisti, come nel caso della riforma all'articolo 27 della Costituzione nel 1992; la legge agraria riformata nel 1992 il cui fine è separare la terra dai contadini, la terra da noi indigeni. Hanno abrogato la legge federale della riforma agraria e con essa gli articoli relativi alla dotazione di terra e bosco ejidali e comunali. Hanno approvato il trattato di libero commercio, la legge del settore minerario a beneficio dei grandi consorzi nazionali e stranieri, la legge sulla biosicurezza degli organismi geneticamente modificati (Legge Monsanto), la legge per la protezione e lo stimolo dei semi migliorati e varietà native messicane (per la coltivazione di transgenici), la legge federale di accesso ed utilizzo delle risorse genetiche (per legalizzare la biopirateria), la legge sulle acque nazionali che legalizza la privatizzazione dell'acqua, la legge sulla proprietà industriale che permette il brevetto di conoscenze e saperi indigeni".
A Villa de Ayala, Morelos, il CNI ci ha ricordato che "il seme gettato dal nostro generale e capo Emiliano Zapata continua a fiorire". Ha commemorato il 102° anniversario della promulgazione del Plan de Ayala, "del quale siamo i eredi", ed ha esortato le donne, bambini, giovani, nonne e nonni, gli uomini di buon cuore, "ad unire la nostra parola per continuare nella difesa della madre terra, dell'acqua, del bosco, degli animali che che la abitano".
In ultimo a Xpujil, i rappresentanti indigeni hanno ratificato il riconoscimento degli Accordi di San Andrés "come legge suprema nel seno dei nostri popoli ed organizzazioni per vivere l'autonomia". Ed hanno aggiunto: "Siamo solidali con tutte le lotte degne che si appellano alla vita, alla convivenza ed al rispetto delle differenze. La nostra lotta è permanente e condivideremo la nostra parola, la nostra proposta ancestrale e le nostre esperienze di lotta e resistenza per rafforzarci come popoli, fino al raggiungimento della vita degna che sappiamo essere possibile".
Ojarasca – Gennaio 2014

lunedì 3 febbraio 2014

Suore di Altamirano aggredite nell’attacco contro l’ejido 10 de Abril



-------- Messaggio originale --------
Oggetto: [Ezln-it] Suore di Altamirano aggredite nell'attacco contro l'ejido 10 de Abril
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
CC:

La Jornada – Lunedì 3 febbraio 2014
Hermann Bellinghausen. Enviado. San Cristóbal de las Casas, Chis., 2 febbraio. Durante l'attacco di coloni dell'ejido 20 de Noviembre (Las Margaritas) allejido 10 de Abril, municipio autonomo zapatista 17 de Noviembre, il 30 gennaio scorso, denunciato ieri dalla la giunta di buon governo (JBG) del caracol di Morelia, non solo sono stati gravemente feriti tre basi di appoggio dell'EZLN, ma è stato anche aggredito il personale dell'ospedale San Carlos, di Altamirano, e impedito loro di soccorrere i feriti.
La religiosa Patricia Moysén Márquez, conosciuta da anni nella regione di Altamirano per il suo lavoro nell'ospedale San Carlos e la sua vicinanza con le comunità indigene, racconta quanto accaduto: Intorno alle 7:30 abbiamo ricevuto una chiamata di soccorso in aiuto dei feriti nella comunità 10 de Abril. E' subito partita l'ambulanza con l'autista, un medico e una sorella. L'ho seguita in un pick up, non sapendo il numero di possibili feriti. Al crocevia di San Miguel ci siamo imbattuti in moltissima gente di 20 de Noviembre armati di bastoni e machete. Un altro gruppo li ha intercettati più avanti.
"Suor Martha Rangel Martínez ed io viaggiavamo dietro l'ambulanza. Ci siamo identificate ed abbiamo detto che stavamo andando a soccorrere dei feriti. La loro risposta allora è stata che avrebbero bruciato l'auto perché eravamo del governo e così il problema si sarebbe risolto più rapidamente. Noi abbiamo ribattuto che non siamo governo ma apparteniamo alla Chiesa. Allora ci hanno detto che eravamo zapatisti che stvamo andando in aiuto del nostro gruppo. Noi abbiamo detto che stavamo andando a soccorrere dei feriti di qualunque religione o partito fossero. Il problema che avevano loro non era affare nostro, ma ci preoccupavamo solo dei feriti."
Hanno fatto scendere l'autista dall'ambulanza ed alcuni hanno detto che potevamo proseguire ma che dovevamo prenderci i feriti delle due parti, altrimenti avrebbero portato l'autista l'andavano a 20 de Noviembre. Ho detto loro che era meglio che andasse l'ambulanza e di prendere noi. Ma è arrivato un altro gruppo che ha detto che non sarebbe passato nessuno perché il governo doveva risolvere la questione e che avrebbero bruciato sia l'ambulanza che l'auto.
Suor Patricia prosegue: Siccome non volevo consegnare la chiave né scendere dall'auto, hanno minacciato di rovesciare l'auto. Abbiamo insistito molto sull'urgenza di andare a salvare la vita di chiunque fosse ferito. Dopo un attimo l'ambulanza è tornata guidata da una persona di 20 de Noviembre. Hanno cominciato a percuotere la nostra auto con i bastoni tentando di aprire le portiere. Sono riusciti ad aprire la portiera del passeggero ed hanno preso Suor Martha. Ho dovuto caricare alcuni di loro insieme a Suor Martha e portarli fino al crocevia, dove sono scesi, ma io non ho voluto consegnare le chiavi, le ho messe nella tasca del mio abito, perché ho visto che con l'ambulanza si sono diretti verso 20 de Noviembre.
Allora, prosegue il suo racconto la religiosa, le donne dello stesso gruppo hanno cominciato ad insultarci ed hanno tentato di prendermi le chiavi. Siccome facevo resistenza, hanno cominciato a spogliarmi. Ci hanno infilato le mani ovunque bloccandoci le braccia. Ci hanno ferito, hanno stracciato il mio giubbotto, si sono presi le chiavi ed il mio portafolgio dove tengo i documenti. Ho chiesto che me lo restituissero ma si sono rifiutati di farlo.
Poco dopo i cioaquistas sono partiti con l'auto e tutti i loro veicoli, che erano tanti e tutti pieni di gente, in maggioranza uomini di 20 de Noviembre; Suor Martha ed io siamo tornate di corsa ad Altamirano a dare l'allarme. Mentre stavamo riferendo sui fatti in ospedale, sono arrivate due persone che si sono identificate come politici del governo dello stato in servizio ad Altamirano, Juan Baldemar Navarro Guillén, sottodelegato, e Jorge Alfredo Jiménez, operatore politico. Verso le 11:40 sono riusciti a tornare l'autista, il dottore e la prima religiosa, ma ambulanza ed il pick up sono rimasti a 20 de Noviembre. Il presidente municipale di Altamirano si è impegnato a recuperarli.
 
La JBG aveva lanciato l'allarme
Il tentativo di impossessarsi delle terre zapatiste da parte della Cioac è iniziato a sfuggire dal controllo il 13 novembre scorso (http://chiapasbg.com/2013/11/14/jbg-morelia-denuncia/) ma come riferisce questo sabato la JBG del caracol Torbellino de nuestras palabras, la prima volta che hanno tentato di rubarci le terre recuperate nel 1994 risale al 2007. Il 18 ottobre 2013, coloni di 20 de Noviembre ci hanno riprovato.
 
La più recente provocazione contro le basi zapatiste di 10 de Abril è del 27 gennaio, quando 250 persone della Cioac democratica hanno distrutto le insegne all'ingresso dell'ejido ed hanno abbattuto alberi che appartengono alla riserva ecologica, riferisce la JBG, con cinque motoseghe: nove pini, 40 roveri, 35 piante di caffè e tre di banano. Hanno rubato inoltre attrezzi, tavole, legname, non per usarli ma per venderli, ed hanno riempito 41 furgoni. http://www.jornada.unam.mx/2014/02/03/politica/011n1pol

I: Guerra di contro insurrezione

Inviato dal mio telefono Huawei -------- Messaggio originale -------- Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it> Data: lun 8 mar 2021, 16:3...