venerdì 22 maggio 2009

16 anni fa il primo scontro tra EZLN ed esercito


La Jornada – Venerdì 22 nmaggio 2009

 

Avvenne a Corralchén dove morirono tre militari ed un ribelle

Oggi, 16 anni fa, il primo scontro tra l'Esercito e l'EZLN

 

ELIO HENRÍQUEZ

 

San Cristóbal de Las Casas, Chis., 21 maggio. Questo venerdì si compiono 16 anni dal primo scontro tra militari dell'Esercito Messicano e elementi dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) che avvenne sulla montuosa di Corralchén, nella selva Lacandona, dove fu distrutto l'accampamento ribelle Las Calabazas.

 

Secondo le informazioni fornite allora dall'Esercito federale, il primo scontro armato tra i suoi militari e le allora sconosciute forze zapatiste avvenne il 22 maggio 1993, mentre elementi della truppa stavano facendo addestramento militare sulla catena montuosa di Corralchén.

 

L'informazione fu divulgata in una lettera che il 31 maggio 1993 il tenente colonello José Guadalupe Rodríguez Olvera, capo dell'ufficio di stampa della Segreteria della Difesa Nazionale (Sedena), inviò all'allora direttore di La Jornada, Carlos Payán Velver, dopo la pubblicazione di alcune notizie che si riferivano allo scontro.

 

Nel documento si diceva che da 14 di maggio di quell'anno, personale del 83° Battaglione di Fanteria che stava "realizzando pratiche da addestramento sul terreno su aree disabitate del municipio di Ocosingo, veniva aggredito con armi da fuoco da un gruppo non identificato di individui che presumibilmente realizzava attività illegali".

 

Precisava che nello scontro fu ucciso un ufficiale e feriti un sergente ed un capo, e "nel tentativo di respingere l'aggressione, perdeva non la vita un civile non identificato (nel 1994 si sarebbe saputo che si trattava di un ufficiale dell'EZLN) che portava un fucile mini-14 calibro 223, fatti che sono stati opportunamente messi a conoscenza dell'agente del Pubblico Ministero Federale nella città di Tuxtla Gutiérrez".

 

(…….)

 

Durante la ricerca degli "sconosciuti", un giorno prima dell'omicidio dell'arcivescovo di Guadalajara, Juan Jesús Posadas Ocampo, il 23 maggio 1993, avvenne un secondo scontro tra soldati e zapatisti, mentre questi cercavano di uscire dalla zona. 

 

Nel secondo scontro risultò ferito un altro ufficiale dell'Esercito Messicano. I morti furono il sottotenente José Luis Vera de Jesús e Librado Santís Gómez, elementi della truppa; i feriti, Mauro García Martínez e Lucio Hernández Xolo, oltre allo "sconosciuto".

 

A causa degli scontri e della scoperta e smantellamento dell'accampamento zapatista, l'Esercito Messicano dislocò nella zona migliaia di soldati. Il centro di operazioni fu stabilito a Nazaret, dove la Petróleos Mexicanos aveva gli impianti. Le operazioni erano guidate dallo stesso titolare della Sedena, generale Antonio Riviello Bazán, ma giorni dopo le truppe furono ritirate per ordine del presidente Carlos Salinas de Gortari, poiché nel Congresso degli Stati Uniti stava per essere votato il Trattato di Libero Commercio dell'America del Nord.

 

Questo permise all'EZLN di continuare con i preparativi e sollevarsi in armi il primo gennaio del 1994, davanti allo stupore non solo del paese ma del mondo.

 

In questo contesto è stato oggi presentato il numero 36 della rivista Ecofronteras, nel quale, facendo un bilancio degli oltre 15 anni del sollevamento indigeno, il Colegio de la Frontera Sur (Ecosur) afferma che la nascita e l'evoluzione del movimento zapatista "ha significato un cambiamento sostanziale nel divenire dei popoli indios del Messico".

 

Per Ecosur, "sembra incredibile che lo Stato messicano, con circa trecentomila militari ben armati ed addestrati e con un grande sostegno economico, non sia riuscito a cancellare dalla mappa un esercito indigeno, quasi analfabeta, quasi senza armi, quasi senza cibo… ma con molte speranze".

 

(Traduzione "Maribel" – Bergamo)

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