Così raccontano i nostri vecchi Subcomandante Marcos
dalla introduzione
In molti casi con gli zapatisti le date non hanno importanza, riletti con gli occhi di oggi ci servono infatti per riflettere sul presente in Messico e a casa nostra.
è partita la delegazione empolese del coordinamento toscano di sostegno alla lotta zapatista che parteciperà alla campagna di presenza attiva in Chiapas organizzata in collaborazione con L'Associazione Ya Basta .
Ancora una volta in Chiapas per sostenere l'esperienza zapatista, per rafforzare i rapporti con gli uomini e le donne che nell'oramai lontano 1994 si alzarono in piedi e gridarono YA BASTA contro l'ingiustizia e il neoliberismo.
In una situazione internazionale di grave crisi economica, l'attenzione mediatica nei confronti degli zapatisti è quasi svanita, e per questo che delegazioni come la nostra oltre a consolidare le relazioni, hanno il compito di far crescere l'attenzione dell'opinione pubblica sulle continue violenze e attacchi da parte dei paramilitari ( sostenuti dal governo di Caldron) nei confronti dei municipio autonomi, per questo al ritorno si organizzeranno iniziative informative sull'attuale situazione del Chiapas e del Messico.
il programma della delegazione in territorio zapatista.
1 Visita del Caracol di Oventic e incontro con la giunta di buon governo per verificare lo stato dei progetti sull'educazione e quello della biblioteca, quest'ultimo promosso e sostenuto dal coordinamento toscano .
2 Visita della municipalità ribelle di San Juan de la libertad (municipio legato al comune di Empoli da un patto di amicizia sottoscritto nel 2000 dall'allora Giunta Bugli) con la consegna di fondi raccolti nel corso di questi sei mesi tra cui quelli destinati dal comune di Empoli, insieme ad una lettera del sindaco di Empoli in risposta ad una precedente missiva della municipalità ribelle (che potete leggere di seguito) Nei giorni di permanenza in Chiapas la delegazione incontrerà varie cooperative zapatiste per discutere e costruire ulteriori progetti di cooperazione.
3 Vari incontri con associazioni chiapaneche che da anni denunciano violazioni dei diritti umani nei territori ribelli.
COORDINAMENTO TOSCANO DI SOSTEGNO ALLA LOTTA ZAPATISTA
PER INFO SULLA DELEGAZIONE VAI SU http://dignidad-rebelde.blogspot.com/
DI SEGUITO LA LETTERA DI SAN JUAN DE LA LIBERTAD E LA RISPOSTA DEL SINDACO DI EMPOLI
LA LETTERA DEL MUNICIPIO RIBELLE ZAPATISTA AL SINDACO DI EMPOLI
MUNICIPIO AUTONOMO RIBELLE ZAPATISTA SAN JUAN DE LA LIBERTAD, MESSICO, MARZO 2009
AL SINDACO LUCIANA CAPPELLI
DEL COMUNE DI EMPOLI
Per prima cosa vi salutiamo affettuosamente da questo luogo del sud-est del Messico, a nome del Consiglio municipale autonomo, sperando che state bene.
Caro Sindaco
Mandiamo questa lettera in particolare a lei, che dirige il Comune di Empoli. Sperando che non le arrechiamo fastidio nel comunicare con lei in questo momento.
Non sappiamo se lei ci conosce, però vogliamo dirle che alcuni anni fa siamo stati in contatto con il Comune di Empoli.
Noi cambiamo le nostre autorità ogni tre anni e adesso il nostro Municipio autonomo di San Juan de la Libertad è diretto da una compagna che svolge il ruolo di Presidentessa municipale; tutti noi facciamo del nostro meglio per mantenere il nostro Municipio organizzato e in resistenza. In questo periodo stiamo soffrendo per la mancanza di alcune necessità che sono molto utili nel nostro lavoro, ma non abbiamo risorse economiche per comprarle; ci sentiamo molto addolorati, e per questo domandiamo al Comune di Empoli, che lei dirige, se ci sarà una possibilità di aiutarci. Per sostenere in particolar modo il Municipio, anche se le singole comunità che lo compongono hanno molte necessità, per quanto riguarda la nostra clinica ed il sistema educativo autonomo che stiamo costruendo nella sede del Municipio. Vogliamo rinnovare il Patto di Amicizia stipulato tra noi e voi attraverso la coordinazione di Armando de Mattheis, Empoli, Italia.
Speriamo che abbiate compreso la nostra parola e vi chiediamo scusa se non ci siamo espressi in modo chiaro, e ci piacerebbe ascoltare una vostra risposta attraverso di lei.
Da un angolo della patria messicana, il Consiglio Municipale Autonomo di San Juan de la Libertad, Chiapas, Mexico, marzo 2009.
MARIA DE JESUS HERNANDEZ SANCHEZ
PRESIDENTA MUNICIPAL AUTONOMO
JUAN RUIZ NUÑEZ PASCUALA DIAZ DIAZ
SUP. DEL CONSEJO REGIDORA
LA RISPOSTA DEL SINDACO DI EMPOLI
Al MUNICIPIO AUTONOMO REBELDE ZAPATISTA
SAN JUAN DE LA LIBERTAD,
CHIAPAS, MEXICO.
All'attenzione di MARIA DE JESUS HERNANDEZ SANCHEZ
PRESIDENTA MUNICIPAL AUTONOMO
JUAN RUIZ NUEZ
SUP. DEL CONSEJO
PASCUALA DIAZ DIAZ
REGIDORA
Empoli, giovedì 22 aprile 2009
ho ricevuto la Vostra gradita lettera e desidero confermare con la presente il mio personale desiderio e la volontà del Comune di Empoli di sostenere le esperienze municipali autonome del Messico, come la vostra.
Ho letto con attenzione del forte impegno che state dedicando ai temi della scuola e della salute, che rappresentano elementi essenziali per costruire una comunità basata su valori democratici. Per questo, anche in considerazione della storia della nostra città, che da sempre è stata caratterizzata da un buon sistema sanitario e da una forte attenzione ai temi dell'educazione, ho deciso di devolvere un contributo economico di 1000 euro al sostegno delle attività del municipio autonomo di San Juan del la Libertad.
Con la presente rinnovo inoltre il patto di amicizia tra le nostre due municipalità, che mi auguro possa portarci a collaborare in futuro.
Il Sindaco di Empoli
Luciana Cappelli
| La Jornada – Giovedì 9 luglio 2009 Erano accusati di essere rapinatori di strada Sono stati liberati cinque dei sette indigeni tzeltales di Bachajón detenuti nel carcere di El Amate Continuano gli assalti agli autobus turistici; ci sono voice secondo le quali I poliziotti proteggono i delinquenti Hermann Bellinghausen Sono liberi cinque dei sette ejidatari tzeltales di San Sebastián Bachajón, Chiapas, arrestati nell'aprile scorso nelle vicinanze di Agua Azul in diverse operazioni di polizia. Da maggio erano detenuti nella prigione di El Amate, a Cintalapa de Figueroa, dopo diverse settimane di "fermo" nella Quinto Pitiquitos di Chiapa de Corzo. Erano accusati, senza prove, di essere assalitori di strada nel tratto di strada Ocosingo-Palenque. Le autorità ejidali di San Sebastián, aderenti all'Altra Campagna dell'EZLN, ed il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de las Casas, hanno reso noto oggi che la liberazione è avvenuta lunedì scorso 6 luglio, "grazie alla solidarietà nazionale e internazionale". Con la rinuncia all'azione penale da parte delle autorità giudiziarie del Chiapas, cinque dei sette indigeni dell'Altra Campagna "rimasti ingiustamente in carcere per tre mesi per aver svolto azioni in difesa del loro territorio", sono liberi. Sono: Gerónimo Moreno Deara, Alfredo Gómez Moreno, Miguel Demeza Jiménez, Sebastián Demeza Deara e Pedro Demeza Deara. Sono ancora detenuti a El Amate, "ingiustamente" come sostengono i loro compagni e la difesa, i fratelli Gerónimo e Antonio Gómez Saragos, sui quali pende l'accusa di rapina aggravata e criminalità organizzata. Con loro era stato arrestato Miguel Vázquez Moreno, base di appoggio dell'EZLN, abitante del municipio autonomo Comandanta Ramona, liberato poche settimane dopo gli operativi di polizia, anche lui senza accuse a carico. Per questi arresti, organizzazioni sociali e dei diritti umani denunciarono non solo l'infondatezza delle accuse, ma che alcuni di loro avevano subito torture fisiche e psicologiche per dichiararsi colpevoli ed erano stati obbligati a firmare dichiarazioni senza l'assistenza di un traduttore nella loro lingua né di un avvocato che conoscesse la loro cultura e la loro lingua, come stabilisce la legge. La giunta di buon governo zapatista del caracol di Morelia a maggio aveva diffuso i nomi di una banda di rapinatori, identificati nel vicino ejido di Agua Clara. Il governo statale si era impegnato ad investigare, fino ad ora senza risultati, sebbene le rapine agli autobus turistici nella zona sono proseguite. (….) In tutte queste azioni la polizia statale Preventiva (PEP) e Stradale (PEC), così come la Segreteria di Governo, erano associati con una minoranza priista dell'Organizzazione per la Difesa dei Diritti Indigeni e Contadini (Opddic) i cui membri hanno svolto opera di delazione nei confronti degli ejidatari detenuti, risultando inoltre beneficiati dalla distruzione della stazione di ingresso a pagamento e dalla sottrazione della cava di ghiaia. Nel primo luogo p stato installato un accampamento della PEP, mentre le pattuglie della PEC e della Polizia Federale Preventiva pattugliavano costantemente la strada e, secondo le denunce degli abitanti del posto, proteggono i veri rapinatori. Così rimangono in carcere due indigeni dell'Altra Campagna e la cava di ghiaia lviene sfruttata da imprese costruttrici private, mentre i dirigenti della Opddic ricevono forti somme di denaro per la "concessione". Tutto questo nel contesto della costruzione di una controversa autostrada a Palenque che colpirebbe l'ejido in maniera significativa e senza l'accordo dei suoi abitanti. (Traduzione "Maribel" – Bergamo) http://www.jornada.unam.mx/2009/07/09/index.php?section=politica&article=021n1pol |
Elezioni in Messico: la rinascita del centro
Ieri, domenica 5 luglio, il Messico ha affrontato le elezioni politiche intermedie, per rinnovare deputati federali e locali, alcuni governatori statali ed altre autorità locali (sindaci e capi delegazionali).
Il grande vincitore, con un 36,62%, è risultato essere il PRI, il Partido Revolucionario Institucional, l'attore politico che ha tradotto in termini moderni l'eredità del vecchio porfiriato e ha mantenuto il potere per più di 70 anni. Caratterizzato dall'autoritarismo, dal corporativismo e dalla corruzione politica, il PRI è caduto in picchiata nel 2000, quando la società messicana, credendo alle promesse (poi deluse) di cambiamento dell'allora candidato del partito di destra, PAN, Vicente Fox, ha determinato il passaggio "formale" del potere dal partito di centro a quello di destra. Ma in meno di un sessennio, quello appunto del governo foxista, l'elettorato si è dovuto ricredere constatando che tale cambiamento non si era né si sarebbe mai avverato. Né con Fox né con l'attuale presidente, Felipe Calderón, che è salito al potere nel 2006 con una probabile frode elettorale, nonostante lo scarso margine con il candidato di centrosinistra, Andrés Manuel López Obrador (AMLO), del Partido de la Revolución Democrática.
Ebbene, il PRI recupera terreno: vince vari stati federali (5 per l'esattezza) e municipi e ottiene la maggioranza relativa del parlamento; e anche quella assoluta, se si sommano i suoi voti a quelli del Partito Verde, a cui è alleato. Una condizione ideale, sia per ostacolare l'operato del già debole governo Calderón, sia per spianare il terreno all'ascesa del suo prossimo candidato presidenziale: il giovane, autoritario e mediatico Enrique Peña Nieto, attuale governatore dello Stato del Messico (stato che circonda il Distretto Federale, cioè Città del Messico).
Il Partido Acción Nacional, PAN, passa, dunque, ad essere la seconda forza politica del paese (27,96%). Partito fortemente classista, rappresenta gli interessi dei ceti dirigenti e industriali, ma anche le aspirazioni della piccola e media borghesia che cerca di avanzare nella scala sociale. Il risultato elettorale è sicuramente influenzato dalla fallita politica del governo Calderón, il cui principale cavallo di battaglia è la lotta frontale al narcotraffico (vera forza economica del paese) attraverso il rafforzamento dell'esercito, in un processo da molti defenito come 'colombianizzazione del paese'. Per quanto riguarda tutto il resto della vita politica, economica e sociale, il PAN ha garantito il mantenimento dello status quo, in continuità con le politiche precedenti del partito in apparenza oppositore.
Il PRD è la terza forza del paese (12,22%). Solo nelle elezioni del 2000 si è trovato in seconda posizione, grazie alla popolarità di AMLO, sedicente "presidente legittimo" che vanta ancora oggi un forte appoggio da parte del suo zoccolo duro, il movimento della Resistencia Civil Pacífica, e della corrente Izquierda Unida all'interno del partito. È il secondo partito sconfitto da queste elezioni e si può dire che lo deve principalmente a se stesso e alle faide interne tra le due principali correnti (Nueva Izquierda di Jesús Ortega, attuale presidente del partito, e Izquierda Unida di Alejandro Encinas). Dopo le vergognose e abominevoli elezioni interne dell'anno scorso per la presidenza del partito, caratterizzate da una guerra intestina tra le due fazioni e da reciproci frodi e colpi bassi, il PRD ha perso la reputazione di integerrimità nei confronti dei propri sostenitori, ma anche di tutto il resto del paese. Le divisioni ideologiche e politiche esistevano da molto tempo, ma i diversi personaggi politici non sono stati in grado di superarle e di mantenere una vera unità, non solo fittizia. Come in un matrimonio finito, nessuna delle due parti ha voluto abbandonare il tetto coniugale per non cedere all'altro l'eredità di un partito nato dalla spinta popolare per un'apertura democratica del paese. AMLO, suo leader morale, dopo una prima fase di apparente unione nel periodo postelettorale, ha espresso la propria preferenza per Izquierda Unida, cercando di influire sul destino del partito, ma Nueva Izquierda (favorita dietro le quinte dai poteri fattuali e dai partiti di centrodestra) ne ha ottenuto la dirigenza. Allora AMLO ha invitato i suoi sostenitori a votare per i due partiti satellitari della ex coalizione di centrosinistra, Por el bien de todos, delle elezioni precedenti: il Partido del Trabajo (che ha ottenuto il 3,58%) e Convergencia (2.38%). E verrà presto espulso dal PRD per questo suo "tradimento". Insieme ad una fetta consistente di elettorato, il PRD –che di 'democratico' gli è rimasto solo il nome- ha perso anche la faccia. Il caso più emblematico della spaccatura interna – sottolineata spasmodicamente dai mass media e dagli altri partiti – è quello dell'elezione nella Delegazione[1] di Iztapalapa, la più popolata di tutto il Messico (con un milione e trecentomila elettori). La candidata iniziale del PRD era Clara Brugada, della corrente Izquierda Unida, ma è stata sostituita poco prima delle elezioni da Silvia Oliva di Nueva Izquierda, imposta direttamente dalla direzione del partito. Le schede elettorali erano addirittura già state stampate e non c'è stato modo di far cambiare idea ai vertici: gli elettori che avessero votato per lei, avrebbero dato il voto alla sua concorrente. Quindi la Brugada si è accordata con il PT per ottenere i voti del suo candidato e non perdere la possibilità di salire al potere e ce l'ha fatta! Ma la figuraccia per il partito è stata fatale.
La quarta forza politica, ahimé, è il Partido (pseudo) Verde Ecologista de México, PVEM. Unico partito verde al mondo che si situa a destra anziché a sinistra, il Partito Verde è nato nel seno di un clan familiare, i González Torres, probabilmente con l'idea di erodere il voto dei grandi partiti per poi allearsi con loro, ma anche con quella di raccogliere il voto dell'elettorato scontento e qualunquista. Nel 2000 si allea con il PAN e successivamente con il PRI, data la delusione post-elettorale (quando Fox non mantiene le promesse di campagna di riservare loro incarichi di una certa importanza all'interno del governo). Il PVEM non rappresenta minimamente i deboli movimenti ecologisti messicani ed è stato addirittura espulso dall'Internazionale Verde per 'incongruenza' con gli altri membri. Ma quest'anno registra un vero e proprio exploit: con una campagna sporca e populistica – basata su proposte come la pena di morte per i sequestratori e la restituzione ai cittadini dei contributi sulla salute da parte dello Stato, al puro stile berlusconiano – il partito passa dal 4,8% al 6,5%. È probabilmente il punto più doloroso di queste elezioni, anche perché tra le sue fila si annoverano alcuni personaggi delle due principali catene televisive private, Televisa e TV Azteca, due dei principali poteri fattuali del paese.
Segue, poi, con un 3,42% il PANAL, Partido Nueva Alianza, uno squallido partito jolly della detestabile leader vitalizia del sindacato dell'educazione, Elba Esther Gordillo, una pericolosissima burattinaia politica che ha avuto un ruolo fondamentale nella frode elettorale del 2006 e che, attraverso il corporativismo sindacale, riesce a sopravvivere e a tessere alleanze strategiche coi veri protagonisti della politica, il PRI e il PAN.
E, infine, il PSD, Partido Social Demócrata, un partito minoritario di sinistra che, nonostante il grosso lavoro di base e le idee radicali (legalizzazione delle droghe leggere, depenalizzazione dell'aborto, matrimoni omosessuali, equità di genere, ecc.), non è riuscito a convincere l'elettorato di sinistra e a superare lo sbarramento del 2%. D'altra parte, il messicano è un popolo conservatore che difficilmente sceglierà di appoggiare politiche e forze radicali.
Un dato assai importante: in queste elezioni c'è stata una vera e propria campagna a favore dell'annullamento del voto, che si è tradotto in termini percentuali in un 5,2% a livello nazionale e in un 10,83% a Città del Messico (dove la popolazione locale ha una coscienza politica più sviluppata che nel resto del paese), contro il 3,5% del passato. Iniziata nei social network come una 'campagna civica', è stata oggetto di varie analisi che hanno dimostrato come fosse stata orchestrata per favorire il centrodestra: il voto nullo, così come quello in bianco, viene ridistribuito ai vari partiti a seconda delle percentuali ufficiali ottenute e, quindi, in pratica rafforza i partiti maggioritari e toglie potenziali voti ai partiti minori. Ad ogni modo, questo dato non può essere ignorato dalla classe politica: equivale a una bocciatura in blocco del sistema partitico e a una nuova forma di protesta civica. Si spera che non scemi e non muoia qui, ma che si traduca in una spinta dal basso per l'ottenimento di alcuni diritti civili fondamentali, quali l'introduzione della figura giuridica del referendum e della revoca del mandato ai politici corrotti, la possibilità di candidature indipendenti dai partiti politici, tra le altre proposte.
La guerra politico-mediatica più forte è stata paradossalmente quella dell'IFE (Instituto Federal Electoral, l'ente pubblico incaricato dell'organizzazione delle elezioni) a favore del diritto al voto; questo ente ha cercato in tutti i modi di contrastare l'astensionismo (che ha comunque rappresentato un 55,29%) e il voto nullo: oltre ai metodi tradizionali, quali il bombardamento di spot, cartelloni, annunci, volantini, ecc, l'IFE è riuscito a coinvolgere anche i poteri fattuali (Consejo Coordinador Empresarial, Chiesa Cattolica, mass media) nella propria crociata contro il rifiuto o il disinteresse dei cittadini nei confronti dei partiti politici. Persino sugli scontrini dei supermercati appariva una legenda che ci invitava ad andare a votare. E i suoi dipendenti hanno fatto altrettanto ieri, suonando di porta in porta per "ricordare" ai cittadini "il loro dovere".
Ma una buona fetta dell'elettorato ha deciso di prendere alla lettera il proverbio popolare messicano "mejor malo por conocido que bueno por conocer" (cioè, meglio il cattivo in quanto conosciuto che il buono ancora da conoscere) e di tornare al passato più o meno recente. C'è chi ha fiducia la scadenza cabalistica del bicentenario (dall'Indipendenza, 1810, e dalla Rivoluzione, 1910) e chi ha perso ogni speranza, ma per ora le cose non sembrano destinate a cambiare in terra mexica.
| La Jornada – Venerdì 3 luglio 2009 Il progetto riguarda Tuxtla Gutiérrez, Chiapa de Corzo, Comitán, San Cristóbal de las Casas e Palenque COMUNITA' CHIAPANECHE CONTRARIE AL PROGETTO GOVERNATIVO DI SVILUPPO TURISTICO HERMANN BELLINGHAUSEN San Cristóbal de las Casas, Chis., 2 luglio. Più passa il tempo e sembra imminente l'avvio del progetto di sviluppo turistico promosso dai governi federale e statale per unire in un corridoio le città di Tuxtla Gutiérrez, San Cristóbal de las Casas e Palenque, sempre più comunità indigene manifestano il loro rifiuto. Questo avviene dal "chilometro zero" dell'autostrada, nella comunità tzotzil di Mitzitón che verrebbe tagliata a metà e che ha già detto che non permetterà l'opera. Lo stesso hanno concordato le assemblee di alcuni dei seguenti ejidos coinvolti, come Los Llanos (San Cristóbal), o Chempil e López Mateos (Oxchuc), tra altri. Il conflitto incubato e non risolto intorno alle cascate di Agua Azul ha risvegliato la resistenza delle comunità zapatiste nei municipi autonomi Comandanta Ramona e La Paz, dei caracoles di Morelia e Roberto Barrios. I sette contadini in carcere da aprile, originari di San Sebastián Bachajón ed aderenti all'Altra Campagna, sono parte di questa resistenza. In questa regione la strategia di contrainsurgencia è molto attiva. Le autorità proteggono gruppi filogovernativi indicati come paramilitari, in particolare l'Organizzazione per la Difesa dei Popoli Indigeni e Contadini (Opddic) e membri dell'Organizzazione Regionale di Coltivatori di Caffè di Ocosingo (Orcao). C'è un investimento pubblico statale e federale volto a dividere e far scontrare le comunità. Programmi come Procede ed Oportunidades, ispirati dalla Banca Mondiale, si sommano ad una militarizzazione costante che nelle settimane scorse è diventata più visibile intorno a Palenque e perfino nelle vicinanze di Temó (Chilón). Mentre la resistenza viene criminalizzata, ma cresce, il governo a giugno ha celebrato la prossima costruzione dell'aeroporto internazionale di Palenque, estremo opposto del "chilometro zero" di Mitzitón e candidato a diventare "elefante bianco" come altri come lui a Monte Albán (Yucatan), Corazón de María e lo scomparso Llano San Juan. C'è un Chiapas lontano dagli indigeni. In questo i progetti fervono. Alla fine di giugno la direzione per lo sviluppo turistico municipale di Tuxtla Gutiérrez ha annunciato che l'Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) ha terminato lo studio del progetto Chiapas 2015. Jorge Trujillo Rincón, titolare dell'ente, ha comunicato alla stampa locale che lo studio definisce un piano strategico per promuovere un corridoio turistico internazionale "che attraverserebbe altri quattro municipi fino ad arrivare a Palenque", nel quale non sono considerate le comunità indigene. Trujillo Rincón ha citato i municipi che rientrerebbero nel corridoio internazionale: Tuxtla Gutiérrez, Chiapa de Corzo, Comitán, San Cristóbal de Las Casas e Palenque. L'indagine della OMT stabilisce le linee guida che dovranno realizzare questi cinque municipi, "così come gli adeguamenti e migliorie che permettano di motivare il maggiore numero di turismo internazionale". Il funzionario aggiunge che il progetto Chiapas 2015 contempla "un piano di competitività ed un catalogo di prodotti e servizi che favoriscano lo sviluppo turistico dell'entità". Il fatto che si ignorino i municipi indigeni che subiranno la strada, chissà se è una buona o cattiva notizia per le comunità che verrebbero invase dal "corridoio" con l'autostrada in quota, centri ecoturistici, parcheggi, hotel ed altro. I municipi tzotziles, tzeltales e choles di Huixtán, Oxchuc, Ocosingo, Chilón, Salto de Agua, Tumbalá, e la San Cristóbal rurale non compaiono tra gli invitati al banchetto di Chiapas 2015. (Traduzione "Maribel" - Bergamo) http://www.jornada.unam.mx/texto/014n1pol.htm |
| La Jornada – Mercoledì 1 luglio 2009 Numerose irregolarità durante il processo Campesinos tzeltales aspettano la sentenza dei magistrati che ordinino la loro liberazione HERMANN BELLINGHAUSEN San Cristóbal de las Casas, Chis. 30 giugno. I sette campesinos tzeltales di San Sebastián Bachajón aderenti all'Altra Campagna arrestati per presunta rapina e criminalità organizzata, e che hanno proclamato la loro innocenza fin dal primo momento, hanno presentato appello al giudice per chiedere la risoluzione del caso e la loro liberazione immediata. Per ora restano rinchiusi nella prigione di El Amate, a Cintalapa de Figueroa, obbligati a svolgere forzatamente lavori ("talachas") imposti dalla mafia del carcere. Secondo l'avvocato Ricardo Lagunes Gasca, in un esposto presentato il 5 giugno, denunciava la mancanza del traduttore e difensore che conoscessero la lingua tzeltal e la cultura di Bachajón e si pronunciava contro il valore probatorio della "confessione" di Gerónimo Gómez Saragos estorta sotto tortura e senza piena conoscenza del contenuto del documento che questi firmò". Detta "confessione" è stata utilizzata come testimonianza a carico contro gli altri arrestati.. Un'altra violazione è stato dare "valore probatorio" alle procedure di identificazione "sulla base delle quali poliziotti ed autisti dell'impresa Cristóbal Colón (OCC) dichiararono di 'riconoscere' gli arrestati come responsabili di diversi assalti". Tali procedure non si sarebbero svolte in conformità al Codice di Procedura Penale dello stato". Il difensore segnala che dopo l'udienza del 23 giugno, "i magistrati hanno 15 giorni di tempo per emettere la loro risoluzione riguardo l'atto formale di arresto". In quanto ai lavori che i detenuti svolgono forzatamente, denunciati da quando sono entrati a El Amate, l'avvocato afferma che "le autorità non hanno preso nessuna posizione al riguardo". In una memoria di oltre 40 pagine, Lagunes indica che suoi assistiti sono ejidatarios aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, "movimento sociale pacifico mediante il quale difendono il loro territorio e le loro risorse naturali dai progetti economici neoliberisti del governo federale e statale che vogliono spogliarli della terra che è la loro vita". Il diritto di difendere territorio e risorse naturali, ed esercitare la loro autonomia e libera determinazione si basa sulla loro condizione di popoli originari e in accordo alle garanzie che riconosce loro la Costituzione, gli accordi di San Andrés, il Trattato 169 dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro e la Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli Indigeni delle Nazioni Unite. Nell'esercizio della loro autonomia questi ejidatarios controllano la strada Ocosingo-Palenque per fornire sicurezza all'ejido ed ai turisti che visitano la regione, dato che la corruzione e l'inefficienza degli agenti della Polizia Stradale, Statale e Federale Preventiva ha permesso che gli assalti rimanessero impuniti "e perfino privano arbitrariamente della libertà i contadini senza giustificazione legale", aggiunge nella memoria. Nell'atto di arresto formale impugnato, il giudice "ha eluso le violazioni alle norme di procedura nelle indagini preliminari della Procura Specializzata Contro la Criminalità Organizzata" dello stato. http://www.jornada.unam.mx/texto/019n1pol.htm (Traduzione "Maribel" – Bergamo) |
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