La Jornada – Mercoledì 15 ottobre 2008 El CDHFBC giudica "inappropriata" la gestione politica della questione agraria Si chiede a Sabines di garantire la pace in due comunità chiapaneche in conflittoChiedi di impedire possibili "fatti di sangue" nei municipi di Aldama e Chenalhó Il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de las Casas (CDHFBC) ha chiesto al governatore del Chiapas, Juan Sabines Guerrero, "l'implementazione delle misure precauzionali necessarie che garantiscano la vita, l'integrità fisica, la sicurezza giuridica, il territorio, la cultura, la pace ed armonia tra le persone ed i villaggi coinvolti nel conflitto tra le comunità di Aldama e di Santa Marta o Manuel Utrilla, dei municipi ufficiali di Aldama e Chenalhó", negli Altos. Dalle informazioni in suo possesso, il CDHFBC "deduce che in conseguenza delle opere realizzate dal Programma di Certificazione di Diritti Parcellari (Procede)", sono stati modificati i confini di Aldama (già Santa María Magdalena) e Manuel Utrilla (Santa Marta), "trasferendo" dal primo al secondo una porzione di 30 ettari di terra, coinvolgendo in questo 115 persone, "tra le quali 31 famiglie basi di appoggio dell'EZLN". In una lettera al mandatario statale, firmata dal direttore del CDHFBC, Diego Cadenas Gordillo, si segnala che questa situazione ha dato ai comuneros di Manuel Utrilla "la possibilità giuridica di reclamare i 30 ettari" e presentare un esposto al Tribunale Unitario Agrario contro i beni comunali di Aldama. I comuneros di Aldama, che non sono d'accordo, riferiscono che quelle terre le possiedono "come legittimi proprietari da molti anni, e che molti di loro le hanno ereditate perfino da genitori e nonni". Dichiarano che quelle terre "sono sempre appartenute ad Aldama e mai a Manuel Utrilla". Fino all'arrivo del Procede c'era armonia tra i villaggi citati. Come in altre occasioni, il CDHFBC denuncia che questo programma "attenta al territorio ed alla cultura dei popoli indigeni ed al patrimonio dei contadini; genera conflitti in ejidos e comunità", perché "fomenta l'individualismo ed il pensiero divisionista, rompendo la struttura di lavoro comunitario e collettivo". Inoltre, le riforme dell'articolo 27 della Costituzione del 1992, da dove viene il Procede, "implicano una regressione delle garanzie sociali costituzionali". I funzionari statali che intervengono nel conflitto lo fanno "inopportunamente, mettendo a rischio la debole pace sociale, la vita e l'integrità fisica delle persone", dichiara il centro garante delle garanzie individuali. Come riportato da questo giornale, nei giorni scorsi il consiglio municipale autonomo di Magdalena de La Paz e la Giunta di Buon Governo di Oventic ha respinto gli accordi "di conciliazione" imposti ai coloni di Aldama dalla rappresentanza governativa. Il Centro dei Diritti umani Fray Bartolomé de las Casas giudica "inopportuna ed inappropriata" la gestione politica del problema. Ciò può provocare "fatti di sangue", come ha dimostrato "l'esecuzione arbitraria di sei contadini della comunità Miguel Hidalgo, perpetrata da elementi della Polizia Statale Preventiva lo scorso 3 ottobre, così come le quattro persone assassinate ed altrettante desaparecidas nell'attacco a Viejo Velasco avvenuto il 13 novembre 2006". (Traduzione "Maribel") |
giovedì 16 ottobre 2008
FrayBa chiede di impedire fatti di sangue in duecomunita' in Chiapas
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