lunedì 24 giugno 2013

Nessuna giustizia per Acteal

 

La Jornada – Lunedì 24 giugno 2013
Hermann Bellinghausen
 
Il tavolo direttivo dell'organizzazione Las Abejas, che sostiene essere la vera organizzazione Las Abejas di Acteal, questo sabato ha dichiarato che non si è fatta realmente mai giustizia per il massacro avvenuto il 22 dicembre 1997, e l'impunità derivante continua a colpire la vita e la coesistenza comunitaria nel municipio tzotzil di Chenalhó, in Chiapas.
Las Abejas ricordano: "Dopo il massacro di Acteal e grazie all'appoggio della società civile nazionale e internazionale, il governo dovette cedere un po' alla domanda di giustizia e mise in prigione un gruppo di 87 persone, gli autori materiali del massacro. Questo è tutto quello che ha fatto il governo, ma quelli non erano tutti i paramilitari, ce n'erano molti colpevoli di furti, incendio di case, minacce, aggressioni, che furono la causa delle migliaia di sfollati, ma che non andarono mai in prigione né furono puniti in nessun modo, perché il governo non volle indagare su quello che successe prima del 22 dicembre.
Alcuni di quei paramilitari che non andarono in prigione, sono quelli che ora provocano problemi ai cattolici della colonia Puebla e si sentono sicuri perché la Suprema Corte di Giustizia della Nazione ha liberato i loro compagni. Neanche il governo ha voluto indagare sugli autori intellettuali, ed era chiaro che non lo facesse, perché era lui stesso.
Pallottole di zucchero per chiudere la bocca
Per Las Abejas, il piano del governo è reprimere chi non è d'accordo con le sue idee di neoliberalismo, chi difende i diritti dei popoli originari, i diritti della madre terra ed i diritti del popolo del Messico.
Questo piano, aggiungono, "ha due facce: le 'pallottole di piombo', come quelle usate ad Acteal, Aguas Blancas, Chavajeval, Atenco, e contro tutti quelli che osano protestare, e le 'pallottole di zucchero' che comprano organizzazioni e leader con aiuti economici, opere pubbliche, incarichi nel governo ed altre elemosine, a condizione che chiudano la bocca".
Ora, sostiene l'organizzazione, con Enrique Peña Nieto le pallottole di zucchero sono fornite con la Crociata Nazionale contro la Fame, appoggiata dalle stesse multinazionali che si portano via le nostre ricchezze e che sono la causa della fame nel paese. Dal 2008 si è lasciato cooptare su questa linea un gruppo di Las Abejas che si è alleato con i gruppi che assassinarono i loro familiari 16 anni fa.
Chiedono giustizia al governo federale. Ed al presidente municipale di Chenalhó, José Arias Vázquez ed alle altre autorità competenti, che non ripetano la storia del 1997, che ascoltino gli appelli dei cattolici di Puebla e compiano il proprio dovere di difendere la giustizia ed il diritto affinché la violenza non torni ad impadronirsi del nostro municipio. http://www.jornada.unam.mx/2013/06/24/politica/019n1pol

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