mercoledì 9 agosto 2017

] CNI-EZLN: Un nuovo passo: “LLEGÓ LA HORA DEL FLORECIMIENTO DE LOS PUEBLOS”

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 09/ago/2017 10:47
Oggetto: ***SPAM*** [Ezln-it] CNI-EZLN: Un nuovo passo: “LLEGÓ LA HORA DEL FLORECIMIENTO DE LOS PUEBLOS”
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

>   "LLEGÓ LA HORA DEL FLORECIMIENTO DE LOS PUEBLOS":
> UN ALTRO PASSO.COMUNICATO CONGIUNTO DEL CONGRESSO NAZIONALEINDIGENO E DELLA COMMISSIONE SEXTA DELL'EZLN, PER SALUTARE LE/I PRIM@ COMPONENTIDELL'ASSOCIAZIONE CIVILE "LLEGÓ LA HORA DEL FLORECIMIENTO DE LOS PUEBLOS",UN PASSO LEGALE E NECESSARIO PER LA REGISTRAZIONE DELLA CANDIDATURA DELLAPORTAVOCE DEL CIG, L'INDIGENA MARÍA DE JESÚS PATRICIO MARTÍNEZ, ALLA PRESIDENZADELLA REPUBBLICA MESSICANA 2018-2024.Agosto 2017Al Popolo del Messico:
> Ai Popoli del Mondo:
> Alla Sexta Nazionale e Internazionale:
> Sorelle, fratelli, hermanoas:
> Compagne, compagni e compañeroas:
> I quartieri, tribù, nazioni e popoli originari riuniti nel CongressoNazionale Indigeno e le comunità indigene zapatiste, salutano il raggiungimentodi un ulteriore passo nel lungo cammino per ottenere che il nome dellaportavoce del Consiglio Indigeno di Governo, la compagna indigena nahua Maríade Jesús Patricio Martínez, appaia sulle schede elettorali del 2018 comecandidata alla presidenza del Messico.
> Questo passo legale è stato possibile grazie al generoso ascolto, ilrispettoso sguardo e la parola amica di donne e uomini che, con la loro storiaed il proprio lavoro, si sono guadagnati un posto speciale non solo in Messicoe nel mondo, ma anche e soprattutto nel cuore del colore della terra che siamo.
> Il Congresso Nazionale Indigeno e gli indigeni zapatisti manifestano qui illoro beneplacito e sincera gratitudine a:
> María de Jesús de la Fuente de O'Higgins (artista plastica e presidente dellaFondazione Culturale María e Pablo O'Higgins)Graciela Iturbide (fotografa)María Baranda (poetessa)Paulina Fernández Christlieb (dottorato in Scienze Politiche)Fernanda Navarro (Filosofa)Alicia Castellanos (Antropologa)Sylvia Marcos (Sociologa)María Eugenia Sánchez Díaz de Rivera (Sociologa)Ana Lidya Flores (docente di Lettere Iberoamericane)Paulette Dieterlen Struck (Filosofa)Márgara Millán (dottorato in Studi Latinoamericani)Domitila Domingo Manuel "Domi" (artista grafica)Mercedes Olivera Bustamante (Antropologa)Bárbara Zamora (laurea in Diritto)Magdalena Gómez (laurea in Diritto)Rosa Albina Garavito (Sociologa)Elia Stavenhagen (dottoressa)Lidia Tamayo Flores (arpista)Carolina Coppel (produttrice culturale) Pablo González Casanova (Sociologo)Antonio Ramírez (artista grafico e letterario)Eduardo Matos Moctezuma (docente di Scienze Antropologiche)Javier Garciadiego (dottorato in storia del Messico)Juan Carlos Rulfo (cineasta)Juan Pablo Rulfo (disegnatore, artista grafico)Francisco Toledo (artista grafico)Paul Leduc (cineasta)Mardonio Carballo (scrittore, giornalista)Luis de Tavira (direttore teatrale)Juan Villoro (scrittore)Óscar Chávez (cantautore)Gilberto López y Rivas (Antropologo)Carlos López Beltrán (Filosofo)Néstor Quiñones (artista grafico)Jorge Alonso (Antropologo)Raúl Delgado Wise (dottorato in Scienze Sociali)Francisco Morfín Otero (Filosofo)Arturo Anguiano Orozco (Sociologo)Carlos Aguirre Rojas (dottorato in Economia)Pablo Fernández Christlieb (Psicologo)Rodolfo Suárez Molinar (Filosofo).Leonel Rosales García, Monel (musicista di Panteón Rococó)Rodrigo Joel Bonilla Pineda, Gorri (musicista di Panteón Rococó)Marco Antonio Huerta Heredia, Tanis (musicista di Panteón Rococó)Rolando Ortega, Roco Pachukote,(musicista)Francisco Arturo Barrios Martínez,el Mastuerzo (musicista)Panteón Rococó (musicisti)Carlos González García (laurea inDiritto). Queste persone, insieme ad altre che sono state contattate, fanno partedell'Associazione Civile "LLEGÓ LAHORA DEL FLORECIMIENTO DE LOS PUEBLOS", istanza necessaria per avviareil percorso di registrazione della candidatura di colei che, affettuosamente econ rispetto, chiamiamo "Marich

mercoledì 28 giugno 2017

Paulina Fernandez: La proposta dell’EZLN-CNI non divide, mette allo scoperto i partiti politici.

_______________________________________________
Ezln-it mailing list
Ezln-it@lists.ecn.org
http://lists.ecn.org/mailman/listinfo/ezln-it





La proposta dell'EZLN-CNI non divide, mette allo scoperto i partiti politici.
Intervento di Paulina Fernandez che merita lettura: https://chiapasbg.com/2017/06/28/paulina-fernandez/

La proposta del CNI-EZLN di nominare un Consiglio Indigeno di Governo e una portavoce donna candidata alla presidenza del Messico nel 2018 non vuole andare contro ai "partiti di sinistra" che aspirano a "prendere il potere" a quelli di sopra, glielo lasciano!  Ma vuole esercitare il potere che hanno quelli in basso quando sono organizzati.

Traduzione "Maribel" - Bergamo



Mail priva di virus. www.avast.com

mercoledì 21 giugno 2017

Fwd: ***SPAM*** [Ezln-it] LETTERA DEL MOVIMENTO DELLE DONNE DEL KURDISTAN (KOMALÊN JINÊN KURDISTAN) A MARÍA DE JESÚS PATRICIO MARTÍNEZ, PORTAVOCE DEL CONSIGLIO INDIGENO DI GOVERNO


Data: 21/giu/2017 13:34
 LETTERA DEL MOVIMENTO DELLE DONNE DEL KURDISTAN (KOMALÊN JINÊN KURDISTAN) A MARÍA DE JESÚS PATRICIO MARTÍNEZ, PORTAVOCE DEL CONSIGLIO INDIGENO DI GOVERNO


Alla compagna María de Jesús Patricio Martínez, rappresentante della volontà del popolo indigeno del Messico e del Congresso Nazionale Indigeno.

In primo luogo, vogliamo mandare alla nostra sorella messicana il nostro più profondo rispetto e il nostro saluto rivoluzionario dalle montagne del Kurdistan fino alle catene montuose della Sierra Madre oltreoceano. Nonostante i fiumi, le montagne, i deserti, le valli, i canyon e i mari che ci separano, siamo fratelli e sorelle indigene, non importa in che parte del mondo stiamo. La nostra lotta, la nostra resistenza contro l’occupazione e il colonialismo, il nostro sogno per una vita libera è comune e in questo senso, come Movimento di Liberazione del Kurdistan, dichiariamo che consideriamo la lotta per l’autodeterminazione, l’auto-amministrazione e l’autodifesa dei popoli indigeni del Messico organizzati nel Congresso Nazionale Indigeno (CNI) come nostra e la sosteniamo basandoci sui principi della solidarietà rivoluzionaria. I popoli indigeni sono le vene attraverso le quali i principi e i valori culturali e sociali dell’umanità vengono trasmessi dai primi momenti della socializzazione fino ai giorni nostri. Senza dubbio nessun popolo è superiore ad un altro, ma in un momento in cui la modernità capitalista vuole distruggere ogni valore collettivo, i popoli indigeni sono la dimostrazione del tessuto sociale di tutta l’umanità. Migliaia di anni di memoria collettiva risorgono nelle nostre canzoni, nei nostri rituali, nelle nostre preghiere, nei nostri tatuaggi, nelle nostre danze e nelle nostre tradizioni. La lotta per un’identità propria, contro i tentativi della modernità capitalista di cancellare le radici e la memoria dei nostri popoli, si trasforma quindi nella più preziosa delle resistenze. Sia in America Latina che in Kurdistan, le donne guidano questa resistenza. Nei nostri paesi, che sono stati le culle di migliaia di anni di cultura della dea madre, la donna e la vita, la donna e la libertà, la donna e la terra, la donna e la natura sono indissolubilmente vincolate.

In Kurdistan esprimiamo questa realtà con il nostro motto “Jin Jîyan Azadî”, che significa “Donna Vita Libertà”. Il corpo e l’anima della donna sono il riflesso dell’universo sulla terra. Migliaia di anni fa, durante la Rivoluzione Neolitica, furono le donne tramite la loro organizzazione sociale a guidare tutti i cambiamenti che resero possibile lacoltivazione della terra e l’inizio di una vita sedentaria in armonia con la natura. Questa è la ragione per la quale la civilizzazione patriarcale dello stato, che si è manifestata sotto forma di una controrivoluzione basata sul dominio, sullo sfruttamento e l’occupazione, ha schiavizzato innanzitutto le donne. Parallelamente al dominio delle donne è andato accelerando il dominio della natura. È stato attraverso il dominio della prima natura che è nata la seconda, entrambe sono state trasformate nelle pinze che la modernità capitalista ha usato per spremere con forza la società storica e poterla così distruggere. Il dominio attuale esercitato contro i nostri popoli è il risultato di questa mentalità. La resistenza nata in nome dell’autogoverno, dell’autodeterminazione e dell’autodifesa, rappresenta quindi la lotta più importante che possa essere esercitata per la libertà.

Noi in Kurdistan abbiamo sviluppato la nostra difesa contro le forze capitaliste moderne e gli attacchi degli stati colonialisti che occupano il nostro territorio, illuminati dalle lotte dei popoli indigeni dell’America Latina. Vogliamo che sappiate che riceviamo un’ispirazione costante e speciale dalle vostre esperienze di autogoverno, di buon governo e di comunitarismo. Speriamo che le nostre esperienze e i nostri successi nella lotta rappresentino allo stesso modo, anche per voi, delle fonti d’ispirazione. Una delle principali conquiste del nostro movimento è l’uguaglianza di partecipazione e di rappresentanza delle donne. È il risultato di grandi sacrifici e lotte intense portate avanti dalle donne, ma alla fine abbiamo ottenuto la nostra partecipazione paritaria in tutti gli organi decisionali. Non come individui, ma come rappresentanti della volontà organizzata e collettiva del Movimento di Liberazione delle Donne del Kurdistan, stiamo prendendo il nostro posto in ogni aspetto della lotta. Con il nostro sistema di co-presidenze, stabilite dal basso verso l’alto, rappresentiamo la volontà delle donne in ogni decisione e sviluppiamo una politica democratica contro le forme centralizzate e patriarcali della politica tradizionale. Ma per questo è stato necessario diventare definitivamente una forza organizzata. Essere organizzate è il criterio più importante per raggiungere la vittoria. Nella misura in cui saremo organizzate, riusciremo a resistere contro il sistema colonialista e dominante e di costruire la nostra alternativa di governo. In tal senso, l’organizzazione è la nostra arma principale di autodifesa. In passato molti popoli e movimenti non sono riusciti ad ottenere i risultati sperati perché non erano sufficientementeorganizzati. Non è stato possibile trasformare alcuni momenti storici in grandi vittorie proprio per questa mancanza di organizzazione. Forse non è stato capito fino in fondo il significato di questo fatto, ma oggi siamo in un’altra epoca. Ci troviamo di fronte al dovere di moltiplicare i nostri sforzi per aumentare il livello di organizzazione di fronte a questa nuova opportunità di vittoria, in un momento in cui il sistema capitalista moderno sta attraversando una profonda crisi nei suoi aspetti più determinanti. La storia ci chiede questo. Voi come Congresso Nazionale Indigeno siete stati capaci di riconoscere questa realtà, dichiarando le elezioni presidenziali in Messico come un’istanza chiave nel processo che porterà a un aumento del vostro livello di organizzazione.

Come Movimento di Liberazione delle Donne del Kurdistan vogliamo esprimere il nostro sostegno a questa decisione, basandoci sulla convinzione che questo obiettivo sarà raggiunto e portato a un livello ancor più alto a partire da queste elezioni e dalle strategie sviluppate a tal proposito. Il nostro leader Abdullah Öcalan, che dal 1999 è incarcerato in durissime condizioni di isolamento dallo stato colonialista turco, ha fatto un’analisi molto importante rispetto a tutto ciò verso la fine del XX secolo. Il nostro leader Apo, ha previsto che il XXI secolo sarebbe stato il secolo della liberazione delle donne se noi come tali fossimo state capaci di crescere e determinare i nostri modi e meccanismi di organizzazione. La ragione di questa conclusione è l’evidente crisi strutturale del sistema patriarcale, basato sulla nostra schiavitù. Il sistema patriarcale pretende di superare questa crisi aumentando i suoi attacchi contro le donne fino a portarli al livello di una guerra sistematica. Concentrando i suoi attacchi contro le donne di tutto il mondo con mezzi e metodi diversi, il sistema cerca di spezzare il cammino che abbiamo inaugurato verso la liberazione. Gli assassinii delle donne nel vostro paese hanno raggiunto il livello di un genocidio e le uccisioni di leader donne in America Latina sono indicatori ancor più concreti di questa realtà.

Vogliamo che sappiate che consideriamo tutte le donne e le leader dei popoli indigeni che sono state assassinate dalle braccia che agiscono per il sistema dominante, come nostre martiri e lottiamo anche per far diventare realtà i loro sogni e le loro speranze. Per noi i martiri non muoiono. In loro troviamo la forza e loro rinascono in ogni lotta che iniziamo. In questo contesto, la decisione del popolo indigeno messicano di nominare una compagna come rappresentante della propria volontà e farne la propria candidata alle prossime elezioni presidenziali, è molto significativa. A tal proposito, la compagna Marichuy non è solo la portavoce degli indigeni del Messico, ma allo stesso tempo di tutte le donne del mondo. Consideriamo molto importante e preziosa la candidatura della compagna Marichuy come rappresentante dei popoli negati, delle donne schiavizzate e delle migliaia di anni di saggezza ancestrale che la modernità capitalista vuole far sparire.

Come Movimento di Liberazione delle Donne del Kurdistan dichiariamo tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà alla compagna e al Congresso Nazionale Indigeno, non solo in questo momento di congiuntura elettorale, ma per tutta la lotta che il suo Movimento sta portando avanti. Sappiamo che non è rilevante di per sé il risultato delle elezioni, visto che è solo uno dei sentieri che i popoli indigeni del Messico hanno aperto in questo processo e in questa fase particolare della lotta. In questo senso la vittoria è già data. Perché il sistema capitalista moderno si alimenta delle divisioni delle forze e della disorganizzazione dei popoli e della società che vuole dominare; voi però avete già costruito il terreno per il successo formando la vostra unità organizzata. D’ora in avanti è importante non perdere di vista questo obiettivo, che non è altro che quello di crescere organizzandosi. Il vostro successo sarà il nostro. La nostra lotta è la vostra. Siamo il popolo fratello delle montagne che sono nate dalle stesse acque profonde. Persino dalle nostre lingue diverse condividiamo gli stessi sogni, ci innamoriamo delle stesse utopie e resistiamo in onore dello stesso amore. Da qui vi mandiamo tutta la forza necessaria ad affrontare questa nuova tappa, vi salutiamo con i nostri sentimenti rivoluzionari più genuini e vi abbracciamo con tutta la nostra solidarietà e tutto il nostro cameratismo.

Viva la fratellanza dei Popoli!

Viva l’Internazionalismo Rivoluzionario!

Donna Vita Libertà! Jin Jîyan Azadî

Coordinamento del Movimento delle Donne del Kurdistan Komalên Jinên Kurdistan (KJK)

7 giugno 2017

Traduzione a cura di 20zln

mercoledì 31 maggio 2017

CNI-EZLN: L'ora è giunta.

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 31/mag/2017 11:16
Oggetto: ***SPAM*** [Ezln-it] CNI-EZLN: L'ora è giunta.
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

> Dichiarazione dell'AssembleaCostitutiva del Consiglio Indigeno di Governo  L'ORAÈ GIUNTAAl popolo del MessicoAi popoli del MondoAi mezzi di comunicazioneAlla Sexta Nazionale e InternazionaleDall'Assemblea Costitutiva del Consiglio Indigeno di Governo, dove ci siamodati appuntamento popoli, comunità, nazioni e tribù del Congresso Nazionale Indigeno:Apache, Amuzgo, Chatino, Chichimeca, Chinanteco, Chol, Chontal de Oaxaca, Chontalde Tabasco, Coca, Cuicateco, Mestizo, Hñähñü, Ñathö, Ñuhhü, Ikoots, Kumiai, Lakota,Mam, Matlazinca, Maya, Mayo, Mazahua, Mazateco, Me`phaa, Mixe, Mixe-Popoluca, Mixteco,Mochó, Nahua o Mexicano, Nayeri, Popoluca, Purépecha, Q´anjob´al, Rarámuri, Tének,Tepehua, Tlahuica, Tohono Odham, Tojolabal, Totonaco, Triqui, Tseltal, Tsotsil,Wixárika, Xi´iuy, Yaqui, Binniza, Zoque, Akimel O´otham, Comkaac, diciamo al mondola nostra parola urgente.LA GUERRA CHE VIVIAMO E AFFRONTIAMOCi troviamo in un grave momento di violenza, di paura, di lutto e di rabbiaper l'acuirsi della guerra capitalista contro tutte e tutti nel territorio nazionale.Assistiamo all'assassinio di donne, solo per il fatto di essere donne, di bambini,solo per il fatto di essere bambini, di popoli, solo per il fatto di essere popoli.La classe politica si è ostinata a fare dello Stato una corporazione chevende la terra che è dei popoli originari, dei contadini, dei cittadini, e chevende le persone come fossero una merce che si ammazza e si seppellisce comemateria prima dei cartelli della droga, che si vende alle imprese capitalisteaffinché le sfruttino fino allo sfinimento o alla morte, o che si vende a pezzisul mercato illegale degli organi.Il dolore dei familiari dei desaparecidos e la loro risolutezza pertrovarli, malgrado i governi facciano di tutto perché non li trovino, perchéinsieme a loro apparirebbe anche il putridume che comanda in questo paese.Questo è il destino che quelli di sopra costruiscono per noi, attenti ache la distruzione del tessuto sociale, di ciò che ci conferma come popoli,nazioni, tribù, quartieri, colonie, perfino famiglie, ci tenga isolati e solinella nostra desolazione, mentre loro consolidano l'appropriazione di interiterritori, nelle montagne, nelle valli, sulle coste, nelle città.È la distruzione che abbiamo non solo denunciato, ma affrontato per 20anni e che evolve nella maggior parte del paese in una guerra aperta lanciatada corporazioni criminali che agiscono in sfacciata complicità con tutti gliorgani del malgoverno, con tutti i partiti politici e istituzioni. Tutti loroconfigurano il potere di sopra e sono motivo di ripugnanza per milioni dimessicani delle campagne e delle città.In mezzo a questa ripugnanza continuano a dirci di votare, di credere nelpotere di sopra che continua a disegnare ed imporre il nostro destino.In quella direzione noi vediamo solo la guerra che cresce e all'orizzontec'è la morte e la distruzione delle nostre terre, delle nostre famiglie, dellanostra vita; c'è la certezza assoluta che questo diventerà peggio, moltopeggio, per tutti, per tutte.LA NOSTRA SCOMMESSARibadiamo che solo nella resistenza e nella ribellione abbiamo trovato lestrade possibili per continuare a vivere, che in esse ci sono le chiavi nonsolo per sopravvivere alla guerra del denaro contro l'umanità e contro lanostra Madre Terra, ma per rinascere insieme ad ogni seme che seminiamo, conogni sogno e con ogni speranza che si va materializzando nelle grandi regioniin forme autonome di sicurezza, di comunicazione, di governi propri aprotezione e difesa dei territori. Pertanto, non c'è altra strada possibile chequella che si percorre in basso, perché quella di sopra non è la nostra strada,è la loro, e noi gli diamo fastidio.Queste uniche alternative nate dalla lotta dei nostri popoli esistononelle geografie indigene di tutto il nostro Messico e insieme siamo ilCongresso Nazionale Indigeno, che abbiamo deciso di non aspettare il disastroverso cui indubbiamente ci portano i sicari capitalisti che governano, ma dipassare all'offensiva e concretizzare questa speranza nel Consiglio Indigeno diGoverno per il Messico, che scommetta sulla vita dal basso e a sinistraanticapitalista, che sia laico e che risponda ai sette prin

lunedì 29 maggio 2017

Il CNI nomina la Portavoce del Consiglio Indigeno diGoverno

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Cegna <andrea.cegna@inventati.org>
Data: 29/mag/2017 10:56
Oggetto: ***SPAM*** Re: [Ezln-it] Il CNI nomina la Portavoce del Consiglio Indigeno diGoverno
A: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Cc: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>

> http://www.radiondadurto.org/2017/05/29/lassemblea-congiunta-di-cni-ed-ezln-nomina-la-portavoce-e-candidata-indipendente-alle-elezioni-messicane-del-2018/
>
> On 2017-05-29 06:32, Annamaria wrote:
> > L'Assemblea del CNI nomina la Portavoce del Consiglio Indigeno di
> > Governo [1]
> > 28 maggio 2017
> > L'assemblea costitutiva del Consiglio Indigeno di Governo del
> > Congresso Nazionale Indigeno ha deciso per accordo della sua Assemblea
> > Generale di nominare come portavoce la compagna del popolo Nahua,
> > María de Jesús Patricio Martínez, che rappresenterà la voce dei
> > popoli originari del CIG nel processo elettorale dell'anno 2018.
> > https://www.congresonacionalindigena.org/2017/05/28/la-asamblea-del-cni-nombra-vocera-del-concejo-indigena-de-gobierno/
> > [2]
> >
> > GLI INDIGENI SCELGONO LA PORTAVOCE DEL LORO CONSIGLIO DI GOVERNO E
> > ASPIRANTE ALLA PRESIDENZA NEL 2018
> >
> > _di Isaín Mandujano [3], 28 maggio 2017_
> >
> > Tuxtla Gutiérrez, Chiapas. (proceso.com.mx).- Più di mille
> > rappresentanti di circa 58 popoli indigeni, domenica 28 maggio hanno
> > scelto la donna nahua di Tuxpan, Jalisco, María de Jesús Patricio
> > Martínez, come candidata indipendente alla presidenza della
> > Repubblica nel 2018 e portavoce del Consiglio Indigeno di Governo
> > (CIG).
> > I partecipanti e convocanti del Congresso Nazionale Indigeno (CNI) e
> > dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) hanno
> > appoggiato l'indigena di Jalisco nella quale hanno detto di porre la
> > loro fiducia affinché il suo nome sia incluso nella scheda elettorale
> > delle elezioni federali di luglio 2018.
> > Patricia Martínez ha ricevuto il bastone del comando del popolo
> > indigeno O'otham per voce di Shanon River, il quale ha segnalato che
> > sebbene siano dall'altro lato della frontiera imposta da Messico e
> > Stati Uniti, loro continuano ad essere popoli originari che lottano e
> > resistono contro l'offensiva di chi vuole sterminarli e farli sparire
> > dalla faccia della terra.
> > Dopo la cerimonia e discorso del popolo O'otham, Patricia Martínez ha
> > ricevuto dalle mani della Comandante Miriam una statuetta con
> > l'immagine della Comandante Ramona che permea la lotta delle donne e
> > degli uomini dell'EZLN.
> >
> > Il Consiglio Indigeno di Governo è formato da indigeni di diversi
> > stati del paese come, yaqui, chol, mayo, O'otham, wirrarika, zoque,
> > maya ed altri.
> > http://www.proceso.com.mx/488450/ezln-elige-a-indigena-nahua-candidata-2018
> > [4]
> >
> >
> >
> > Links:
> > ------
> > [1] http://chiapasbg.com/2017/05/29/portavoce-consiglio-governo/
> > [2]
> > https://www.congresonacionalindigena.org/2017/05/28/la-asamblea-del-cni-nombra-vocera-del-concejo-indigena-de-gobierno/
> > [3] http://www.proceso.com.mx/author/imandujano
> > [4]
> > http://www.proceso.com.mx/488450/ezln-elige-a-indigena-nahua-candidata-2018
>
> --
> "noi abbiamo immaginazione, loro hanno solo schemi con opzioni
> definitive.
> Per questo il loro mondo crolla. Per questo il nostro risorge, proprio
> come quella lucina che anche se piccola riesce a proteggere dall'ombra.
> Bene. Salve e che compiamo gli anni molto felici, cioè, lottando" 
> SubComandante Marcos
>
> Twitter: a_cegna
> FaceBook: https://www.facebook.com/ACantipa
> _______________________________________________
> Ezln-it mailing list
> Ezln-it@lists.ecn.org
> http://lists.ecn.org/mailman/listinfo/ezln-it

martedì 16 maggio 2017

Messico: altri tre giornalisti uccisi dal narcopotere.

_______________________________________________
Ezln-it mailing list
Ezln-it@lists.ecn.org
http://lists.ecn.org/mailman/listinfo/ezln-it




Giornata di fuoco in Messico, altri tre giornalisti uccisi  dal narcopotere.


Javier Valdez, nello stato di Sinaloa, lo stato del "Chapo" Guzman, Jonathan Rodríguez Córdova e Sonia Cordova, nello stato di Jalisco.
Javier Valdez, reporter per il settimanale Riodoce e corrispondente per il quotidiano  La Jornada, è stato intercettato da un gruppo di sicari al suo arrivo nella sede del suo giornale e ucciso a colpi di arma da fuoco in mezzo alla strada e alla luce del giorno, nel centro di Culiacan, la capitale di Sinaloa. Valdez è stato uno dei più importanti e coraggiosi giornalisti nel raccontare le interconnessioni tra poteri economici (legali e illegali) e stato. Aveva vinto una serie di premi in Messico e all'estero, fra cui il Press Freedom Award americano. Il suo ultimo libro è intitolato "Narco-giornalismo: la stampa fra il crimine e la denuncia".
Sonia Cordova, era direttrice commerciale de "El Costeño de Autlan Jalisco" è stata uccisa assieme al figlio, giornalista dello stesso settimanale, Jonathan Rodriguez Cordova, l'esecuzione attorno alle 7 della sera. Jonathan nei mesi precedenti aveva subito intimidazioni da gruppi armati.
Jalisco e Sinaloa sono stati altamente attraversati dalla "guerra alla droga" che dal 2006 è diventata strumento di spartizione di potere e scontri tra gruppi del narcotraffico, stato messicano e multinazionali. Chi paga il conto sono giornalisti, attivisti sociali, donne e chiunque si opponga e chieda giustizia sociale.
Sale così a 8 dall'inizio dell'anno il numero dei giornalisti uccisi in Messico dal narcopotere.
La situazione  raccontata a Radio Onda D'Urto da Federico Mastrogiovanni, giornalista italiano che vive in Messico. Ascolta oppure Scarica



Avast logo

Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
www.avast.com


venerdì 21 aprile 2017

Inviato dal mio telefono Huawei