giovedì 31 gennaio 2019

Fwd: Un treno lanciato contro i Maya

Da leggere

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Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 31/gen/2019 09:19
Oggetto: Un treno lanciato contro i Maya
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
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Il bastone del comando

Daniel Montañez Pico - 29 Gennaio 2019

Un treno lanciato contro i Maya? Ma come? Se i mega-progetti del governo di AMLO minacciano tanto gli indigeni, perché proprio "gli indigeni" si sono prestati a celebrare il suo insediamento offrendogli il bastone del comando? La domanda è meno ingenua di quel che sembra. Fin dai tempi dei conquistadores, il potere sulle popolazioni autoctone sottomesse si fondava su un'organizzazione coloniale delle comunalità indigene, un'espressione che potrebbe, in effetti, suonare come del tutto paradossale. Le moltissime e dispersive forme di organizzazione sociale pre-esistenti venivano "riorganizzate" in un nuovo modello: le "repubbliche degli indios", che avevano pure una qualche autonomia ma, quando c'era un problema serio con il potere centrale, si faceva ricorso ai figli di ex leader indigeni indottrinati fin da piccoli alla cultura occidentale nelle scuole degli ordini religiosi. Era un sistema preferibile allo sterminio, utile a organizzare la spoliazione del continente a beneficio dello sviluppo capitalista dell'Europa, che in definitiva contava ben più della vita o della morte degli indigeni stessi. Qualcosa di simile accadeva anche con il potere coloniale in Africa. La differenza tra "comunalità" coloniali" e comunalità di rottura aiuta ancora oggi a capire perché alcuni leader dei nostri giorni, come Evo Morales o Lopez Obrador, promuovano solenni eventi in cui vengono in qualche modo consacrati attraverso la consegna, da parte di esponenti indigeni, del bastone di comando. Si può comprendere che molti popoli indigeni siano entrati nel gioco del sistema coloniale (o nei partiti) per mantenere i propri sistemi comunitari di vita in un contesto ostile di "antropofagia culturale", ma sarà bene chiamare le cose con il loro nome.

Di questi tempi, forse, ci sono cose delle quali non si sentiva molto la mancanza. È trascorso più di un decennio da quando Evo Morales, dopo essere stato consacrato presidente nel parlamento boliviano, è andato nel centro sacro aymara di Tihuanaco per consacrarsi anche come Mallku e leader spirituale indigeno del paese. Qualcosa di simile ha fatto il primo dicembre 2018 il nuovo presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, che, dopo la cerimonia ufficiale, ha ricevuto il bastone del comando dalle mani dei popoli indigeni, circondato dal fumo di copal in una cerimonia popolare nello Zócalo di Città del Messico. La differenza estetica tra i due è evidente: uno è parte delle comunità indigene del suo paese e l'altro no. Però la funzione politica è la stessa. Di fronte a questo evento, entrambi hanno avuto detrattori tra i popoli indigeni. Nel caso di Evo Morales, ci sono stati quelli che l'hanno avvertito che c'era già un Mallku, Felipe Quispe, la cui ideologia politica era molto più radicale e vicina alle realtà dei popoli aymara della sua. Nel caso di Obrador, i popoli organizzati attraverso il Congresso Nazionale Indigeno e altre organizzazioni, hanno chiarito che AMLO non rappresenta le loro aspirazioni collettive di vita per varie ragioni. È solo una piccola dimostrazione di quanto gli indigeni siano diversi da ciò che pensano le opinioni egemoniche. Una diversità che possiamo cercare di capire  attraverso la loro stessa storia, a partire dall'invasione spagnola nel XVI secolo...... proseguire la lettura del testo completo: https://comune-info.net/2019/01/il-bastone-del-comando/


mercoledì 16 gennaio 2019

Fwd: Gli intellettuali sostengono l'EZLN e rifiutano le “calunnie”

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Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 17/gen/2019 08:24
Oggetto: Gli intellettuali sostengono l'EZLN e rifiutano le "calunnie"
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
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Gli intellettuali sostengono l'EZLN e rifiutano le "calunnie"

di Rosa Elvira Vargas

La Jornada, 16 gennaio 2019 - La lotta zapatista rappresenta "un grande esempio di resistenza, dignità, coerenza e creatività politica" sostengono intellettuali, accademici e attivisti provenienti da vari paesi del mondo in una lettera pubblica dove esprimono la loro solidarietà con l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) e respingono anche "'attuale campagna di disinformazione, menzogne e calunnie dirette contro lo zapatismo"

Nella lettera denunciano qualsiasi aggressione che potrebbe essere intrapresa contro le comunità zapatiste "sia direttamente da parte dello Stato messicano" o attraverso organizzazioni o gruppi "civili" armati o disarmati, e ritengono colpevole il governo messicano "di qualsiasi aggressione che potrebbe sorgere nel quadro" della realizzazione dei mega-progetti che la nuova amministrazione federale promuoverà.

"Noi condividiamo il rifiuto totale espresso dall'EZLN di questi e altri grandi progetti che ledono gravemente i territori autonomi e modi di vita dei popoli".

Esprimono altresì preoccupazione per lo stato attuale delle comunità zapatiste e delle popolazioni indigene del Messico, "quando sono attaccati i loro territori e le comunità da progetti minerari, di turismo agro-industriale, da infrastrutture, ecc., come ha denunciato il Congresso Nazionale Indigeno (CNI) e il Consiglio Indigeno di Governo (CIG)", e in particolare si dicono allarmati per i mega progetti promossi dal nuovo governo messicano come il Corridoio Transistmico, un milione di ettari di piantumazione commerciale, e il cosiddetto Treno Maya, quest'ultimo recentemente denunciato come "'un'umiliazione e una provocazione"' dal comandante Moisés, portavoce dell'EZLN, perché colpisce gravemente i territori dei popoli maya che vivono nel sud-est del Messico.

Il testo chiede alle persone "di buon cuore" di superare lo stato attuale di disinformazione sull'esperienza zapatista e sui grandi progetti annunciati dal nuovo governo, e

venerdì 4 gennaio 2019

Fwd: COMUNICATO EZLN 1 GENNAIO 2019

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Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 04/gen/2019 10:26
Oggetto: COMUNICATO EZLN 1 GENNAIO 2019
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
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PAROLE DEL CCRI-CG DELL'EZLN AI POPOLI ZAPATISTI NEL 25° ANNIVERSARIO DELL'INIZIO DELLA GUERRA CONTRO L'OBLIO

Parole del Subcomandante Insurgente Moisés:

31 dicembre 2018

Compagni, compagne Basi di Appoggio Zapatiste:

Compagne e compagni Autorità Autonome Zapatiste:

Compagne e compagni Comitati e Responsabili regionali e locali:

Compagne e compagni miliziane e miliziani:

Compagne e compagni insurgentas e insurgentes:

Per mia bocca parla la voce dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.

Vi parlo come vostro portavoce, perché è mio compito essere la vostra voce ed i vostri occhi.

È arrivata la nostra ora, popoli zapatisti, e siamo soli.

Ve lo dico chiaro, compagne e compagni basi di appoggio, compagni e compagne miliziani e miliziane, ci siamo accorti che è così, siamo soli come venticinque anni fa.

Soli, siamo usciti a svegliare il popolo del Messico e del mondo ed oggi, venticinque anni dopo vediamo che siamo soli, ma tanto avevamo parlato, abbiamo fatto molti incontri, lo sapete bene compagne e compagni, voi ne siete testimoni, abbiamo dato la sveglia ed abbiamo parlato ai poveri del Messico, delle campagne e delle città.

Molti ci hanno ignorato, alcuni si stanno organizzando e speriamo che continuino ad organizzarsi, la maggioranza ci ha ignorato.

Ma il nostro lavoro l'abbiamo fatto e per questo vi stiamo parlando chiaro, compagni e compagne.

E non solo in questi venticinque anni, ma da oltre cinquecento anni, per questo siamo qui a parlarvi, a raccontarvi quello che abbiamo visto in venticinque anni, come se non ci avessero visto o sentito quello che stiamo dicendo ai poveri del Messico.

A venticinque anni dalla nostra sollevazione vediamo questo.

Ve lo ripetiamo, compagni e compagne, vediamo che siamo soli.

Quello che abbiamo ottenuto, è stato conquistato con il nostro lavoro e con le nostre forze.

Se abbiamo ottenuto qualcosa, è solo grazie al nostro lavoro e se abbiamo sbagliato, è solo colpa nostra. Ma è solo opera nostra, nessuno ce l'ha detto, nessuno ce l'ha insegnato, è opera nostra. Qualcuno avrebbe voluto insegnarcelo, dirci che cosa fare e cosa non fare, quando parlare e quando non parlare. Li abbiamo ignorati. Solo chi si organizza lo sa, lo vede, lo capisce. I discorsi sono solo chiacchiere; si deve fare ciò che si dice, si deve fare ciò che si pensa, non abbiamo manuali, non abbiamo libri. Quello che noi vogliamo costruire non ce lo insegna nessuno, deve essere fatto col nostro sacrificio, deve essere fatto con le nostre forze, compagni e compagne.

E stiamo dimostrando ancora una volta, e lo dobbiamo fare, che sì è possibile fare ciò che si crede impossibile. A parole è molto facile rendere possibile ciò che è impossibile, così si dice. Bisogna farlo nella pratica e noi lo stiamo dimostrando. Ciò che stiamo dimostrando è qui da vedere, davanti a noi; qui il popolo comanda, ha la propria politica, la propria ideologia, la propria cultura, crea, si migliora, si corregge, immagina e continua a fare pratica.

Questo è come siamo. Qui il malgoverno non comanda, comandano le donne e gli uomini che si sono organizzate e organizzati. Quelli che non si sono organizzati, continuano in quella disperazione che non è speranza.

Ci vogliono mentire, ci vogliono ingannare perché c'è qualcuno che crede a quella che chiamano la vergine scura. È un pazzo quello che dice questo, non sa pensare, non pensa al popolo. Noi, compagni, lavoriamo sulla nostra esperienza, col nostro lavoro e con le nostre forze e continuiamo a farlo. E continueremo a costruirlo e lo otterremo. Tutto quello che abbiamo costruito l'abbiamo fatto noi, alcuni fratelli e sorelle solidali ci hanno aiutati, ma tutto il peso è sulle nostre spalle, perché non è facile affrontare i partiti politici, i malgoverni ed oggi l'attuale furbastro imbroglione.

Qui non è facile affrontare da venticinque anni migliaia di soldati che proteggono il capitalismo, e sono qui, qui dove siamo ora, gli passiamo sotto il naso in questi giorni. Non è facile affrontare i paramilitari, non è facile affrontare i piccoli leader al soldo di tutti i partiti politici, in particolare quello che oggi è al potere ed il partito che è al pote

domenica 30 dicembre 2018

Fwd: 25 anni dell’EZLN: Lo zapatismo è vivo e può reagire ai megaprogetti di AMLO

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Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 30/dic/2018 14:56
Oggetto: 25 anni dell'EZLN: Lo zapatismo è vivo e può reagire ai megaprogetti di AMLO
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
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25 anni dell'EZLN: Lo zapatismo è vivo e può reagire ai megaprogetti di AMLO

A dispetto delle sue trasformazioni, l'EZLN che irruppe in Chiapas il 1° gennaio 1994, è un riferimento obbligato nelle analisi sociali, dice a Proceso lo storiografo Antonio García de León, facendo un bilancio degli ultimi 25 anni dello zapatismo. Lui che fu anche consulente degli zapatisti, ritiene che rispetto ai silenzi del governo di Andrés Manuel López Obrador sugli accordi di San Andrés e le sue iniziative come i megaprogetti del Treno Maya e dell'Istmo di Tehuantepec, l'EZLN può guadagnare più rilevanza di fronte all'eventuale crescita della resistenza indigena in questo contesto.

 JOSÉ GIL OLMOS29 Dicembre 2018, CIUDAD DE MÉXICO (Proceso).- El Ejército Zapatista de Liberación Nacional (EZLN) podría convertirse en una "caja de resonancia" de los movimientos indígenas contestatarios a los proyectos del gobierno federal, sostiene el historiador Antonio García de León Griego, antiguo asesor del grupo armado que hace 25 años irrumpió en Chiapas para reivindicar a las comunidades indígenas marginadas.

García de León, quien en 1996 participó en los diálogos de paz con el gobierno de Ernesto Zedillo en el pueblo de San Andrés Larráinzar, puntualiza que, a fin de cuentas, la herencia de los zapatistas es positiva, pues dieron preponderancia a las comunidades indígenas marginadas y pusieron a Chiapas en el horizonte del apoyo federal.

Frente a los proyectos ferroviarios y de infraestructura carretera del gobierno de Andrés Manuel López Obrador, es factible que la influencia del zapatismo en las comunidades indígenas se revitalice por los movimientos que actualmente hay en Chiapas, Yucatán, Quintana Roo y Oaxaca, dice el doctor en historia económica y social por la Universidad de la Sorbona al hacer un repaso de los 25 años del EZLN.

García de León, quien cursó su maestría en lingüística en la Escuela Nacional de Antropología e Historia, es uno de los principales conocedores de la vida indígena chiapaneca, de lo cual ha dejado constancia en sus libros Resistencia y utopía. Memorial de agravios y crónica de revueltas y profecías acaecidas en la provincia de Chiapas durante los últimos 500 años de historia, así como Fronteras interiores. Chiapas, una modernidad particular, en el que aborda la historia de esa entidad entre 1940 y el año 2000.

El EZLN, dice, tiene presencia nacional e internacional, y si bien ésta ha menguado y sufrido cambios en su dirigencia –el 14 de febrero de 2013 el subcomandante Marcos fue relevado por el comandante Moisés–, su lucha por los derechos y la cultura de los pueblos indígenas sigue vigente, comenta el historiador.

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giovedì 20 dicembre 2018

Fwd: Subcomandante Marcos: La storia delle domande

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Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 20/dic/2018 10:47
Oggetto: Subcomandante Marcos: La storia delle domande
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

........ mi ero ripromesso di rispondere a tutte le lettere e noi, cavalieri erranti, sappiamo mantenere fede alle promesse (a meno che non siano d'amore), e così ho pensato alla bontà che renderebbe più lieve la mia pesante colpa se tutti voi accettaste che vi rispondessi con un'unica e significativa missiva, nella quale voi sareste i particolari destinatari di una così irregolare corrispondenza..... proseguire la lettura del comunicato  https://chiapasbg.com/2018/12/18/marcos-la-storia-delle-domande/


La storia delle domande

Il freddo di queste montagne è opprimente. Ana María e Mario mi accompagnano in questa esplorazione, dieci anni prima di quell'alba di gennaio. I due si sono appena arruolati nella guerriglia e io, allora tenente di fanteria, devo insegnare loro ciò che altri mi hanno insegnato, cioè vivere sulle montagne. Ieri mi sono imbattuto per la prima volta nel vecchio Antonio. Entrambi abbiamo mentito. Lui dicendo che andava a vedere il suo campo di granturco, io dicendo che andavo a caccia. Entrambi sapevamo che l'altro mentiva e sapevamo di saperlo. Lascio che Ana María prosegua nell'esplorazione e torno indietro verso il fiume per vedere se posso ubicare col clisimetro sulla cartina un monte molto alto davanti a me, e se mi imbatto di nuovo nel vecchio Antonio. Lui deve avere pensato la stessa cosa perché ricompare nello stesso punto dell'incontro precedente.

Come ieri, il vecchio Antonio si siede in terra, si appoggia da un huapac di muschio verde e inizia a rollare una sigaretta. Io mi siedo di fronte e accendo la pipa. Il vecchio Antonio inizia:

"Non sei a caccia".

Io rispondo: "E voi non siete al vostro mais". Qualcosa mi spinge a dare del voi, per rispetto, a quell'uomo di età incerta e dal volto simile alla corteccia del cedro, che vedo per la seconda volta in vita mia..... proseguire la lettura del comunicato https://chiapasbg.com/2018/12/18/marcos-la-storia-delle-domande/

Testo originale: http://enlacezapatista.ezln.org.mx/1994/12/13/la-historia-de-las-preguntas/?platform=hootsuite



lunedì 26 novembre 2018

Fwd: EZLN: Comunicato a Popolo Mapuche

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Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 26/nov/2018 09:38
Oggetto: EZLN: Comunicato a Popolo Mapuche
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

Comunicato al Popolo Mapuche

 

Comunicato:

 

Al popolo mapuche

Al popolo cileno

Ai popoli originari d'America

Alla Sexta Internazionale

 

Fratelli e sorelle del degno popolo mapuche,

Noi popoli, nazioni, tribù e quartieri che componiamo il Congresso Nazionale Indigeno, il Consiglio Indigeno di Governo e l'EZLN abbracciamo solidalmente la famiglia del compagno mapuche Camilo Catrillanca, che è stato assassinato durante un'operazione di un gruppo tattico di Carabineros del Cile, avvenuta il 14 novembre 2018 nella comunità di Temucuicui nella regione dell'Araucania. Conosciamo la lotta centenaria che il degno popolo mapuche ha condotto per difendere i suoi boschi e fiumi, così come la repressione e le montature che i corpi di polizia del malgoverno cileno effettuano sui territori mapuche per spegnere la difesa della vita.

 

Noi popoli, nazioni, tribù e quartieri del CNI, del CIG e dell'EZLN condanniamo il vile attacco del malgoverno cileno e delle sue forze poliziesche. Esigiamo che cessi la repressione e criminalizzazione contro i villaggi mapuche che difendono i loro territori. Esigiamo anche che la morte del comune

Fwd: EZLN: Invito alle celebrazioni del 25 Anniversario dell'Insurrezione Zapatista

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 26/nov/2018 09:41
Oggetto: EZLN: Invito alle celebrazioni del 25 Anniversario dell'Insurrezione Zapatista
A:
Cc:

Invito alle celebrazioni del 25° Anniversario dell'Insurrezione Zapatista e ad un Incontro di Reti

ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE

MESSICO

 

17 novembre 2018

 

Alle/agli individui, gruppi, collettivi, e organizzazioni delle Reti di Appoggio al CIG:

Alle reti di Resistenza e Ribellione o come si chiamano:

Alla Sexta nazionale e internazionale:

 

Considerando che:

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