venerdì 12 ottobre 2007

lettera dei comandanti dell'EZLN per Vicam

ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE
MESSICO

Ottobre 2007

SORELLE E FRATELLI
COMPAGNE E COMPAGNI

Alle autorità ed ai governatori della tribù yaqui
Alle sorelle ed ai fratelli, delegati e delegate, rappresentanti, autorità e governatori delle tribù, delle nazioni e dei popoli indigeni d'America
Alle/ai visitatori ed osservatori di tutti i paesi d'America e del mondo

Noi siamo le comandanti ed i comandanti, che rappresentiamo il nostro EZLN ed i nostri popoli indigeni tzotzil, tzeltal, tojol abal, ch´ol, zoque e mames del Sudest messicano.

In delegazione nominata dai nostri popoli saremmo venuti con tutto l'entusiasmo per partecipare all'incontro dei popoli indios d'America che per la prima volta nella storia del nostro continente stiamo celebrando nel villaggio di Vicam della Tribù Yaqui, Stato di Sonora, Messico.

Come voi sapete ed il mondo sa, noi poveri lavoratori del campo e della città ma soprattutto noi padroni originari di queste terre del continente siamo gli esclusi da tutto.

Il presunto governo messicano, attualmente sta dimostrando di essere deciso ad impedire in ogni modo l'organizzazione e l'esercizio dei diritti dei popoli indios in autonomia e in libera determinazione ed usa tutte le sue forze politiche, economiche, ideologiche e militari per colpirci.

Da parte del servitore neoliberale, noi gli indigeni stiamo affrontato il suo autoritarismo, la sua prepotenza, la sua decadenza. Ma vogliamo dirvi che non riuscirà ad impedire che le nostre parole si diffondano in tutto il mondo.

In questo incontro, anche se noi comandanti non abbiamo potuto essere presenti fisicamente, è qui con voi il nostro compagno subcomandante insurgente Marcos.

Attraverso la sua voce parliamo noi tutti: i villaggi basi di appoggio, gli uomini, le donne, i giovani, i bambini, le bambine, le anziane, gli anziani e tutti i comandanti e le comandanti dell'EZLN.

Mentre voi state realizzando questo incontro dei popoli indios d'America, noi vi seguiremo dai nostri villaggi durante tutto l'incontro e per tutto ciò che possa succedere.

Questa è tutta la nostra parola e vi facciamo coraggio per questo incontro e per le vostre lotte sul vostro territorio.

In 515 anni, non sono riusciti ad annientarci, ancor meno ci riusciranno ora, perché saremo tutti uniti contro un nemico comune.

FRATERNAMENTE

COMANDANTE DAVID
COMANDANTE ZEBEDEO
COMANDANTE GUILLERMO
COMANDANTA SUSANA
COMANDANTA MÍRIAM
COMANDANTA HORTENCIA
COMANDANTA FLORENCIA
COMPAGNA ELENA
E LE BAMBINE: LUPITA E TOÑITA

Messico - 6 ottobre 2007

(traduzione del Comitato Chiapas di Torino - www.ipsnet.it/chiapas)

giovedì 11 ottobre 2007

Inizia l'incontro dei popoli indigeni nonostante le minacce - La Jornada 11ott07

 
La Jornada – Giovedì 11 ottobre 2007
 
- I partecipanti denunciano minacce dalle autorità
 

Inizia l'incontro dei popoli indigeni

 
- La comunità yaqui di Vícam, Sonora, sarà la sede
 
HERMANN BELLINGHAUSEN
 
L'Incontro dei Popoli Indigeni d'America che si svolgerà nella comunità yaqui di Vícam, nello stato di Sonora, ha avviato ieri le procedure di registrazione e sarà inaugurato dalle autorità tradizionali della località e dal Congresso Nazionale Indigeno e dalla Commissione Sesta dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) questo giovedì mattina.
 
Intanto, la carovana dei partecipanti alla riunione preparatoria di Santa Lucía del Camino, Oaxaca, ha denunciato aggressioni e vessazioni, sia alla partenza che durante il tragitto tra lo stato del sud e la Valle del Yaqui in Sonora. "Alle 3 del mattino del 7 ottobre, dopo la riunione preparatoria realizzata nei giorni 4, 5 e 6 ottobre nella casa del Consiglio Indigeno Popolare di Oaxaca Ricardo Flores Magón (CIPO-RFM), dove si erano recati gli indigeni di Chiapas, Tabasco, Campeche, Yucatán, Oaxaca e Quintana Roo, un'auto si è fermata di fronte alla casa comunitaria e si sono sentiti diversi spari di arma da fuoco, e subito dopo la fuga dell'auto".
 
In quei momenti, quelli che si preparavano a viaggiare per Vícam cercavano riparo da quello che pensavano fosse un attacco diretto. "Poi, tutto è rimasto in silenzio, siamo usciti per strada ed abbiamo notato che i colpi (sei pallottole di grosso calibro) erano stati sparati contro la casa dal candidato del PRI alla presidenza municipale di Santa Lucía del Camino, che si trova di fronte alla casa comunitaria". Il fatto ha motivati i pattugliamenti di auto con militari, poliziotti antisommossa ed agenti in borghese, col pretesto di controllare la zona, perché poche ore dopo sarebbero iniziate le elezioni statali.
 
Da quello stesso giorno, per tutto il tragitto verso Vícam, i delegati ed i loro accompagnatori sono stati costantemente vessati. Prima dalla pubblica sicurezza, all'alba dell'8 ottobre, all'uscita dal Messico verso Querétaro. L'autobus su cui viaggiavano (targa 448RB7) è stato fermato dal poliziotto Alfredo Aguirre López (cartellino 1039) e da altri agenti, "che ci hanno trattato in maniera aggressiva e prepotente, e dopo molte discussioni" hanno lasciato ripartire il veicolo.
 
Il martedì pomeriggio l'autobus è stato fermato a Nayarit da elementi dell'Agenzia Federale di Investigazioni (AFI) "che, col pretesto della droga e gli immigrati, volevano perquisire l'autobus e chiedere l'identificazione di tutti i compagni e le compagne, in maniera autoritaria, prepotente ed ingiuntiva, ma i nostri compagni non l'hanno permesso".
 
Più avanti, ad un posto di blocco militare dell'Esercito sulla strada da Acaponeta a Mazatlán, i delegati sono stati obbligati a scendere dall'autobus ed hanno perquisito "tutto", col pretesto della Legge Federale su Armi ed Esplosivi. "I compagni dei media alternativi hanno scattato delle foto, perché queste azioni sono anticostituzionali, e per questo li hanno minacciati di fermarli fino a che non avessero cancellato le foto scattate e sono rimasti lì più di 30 minuti".
 
Questo mercoledì, alle 5 del mattino, sono stati nuovamente fermati nella Nona Zona Militare, dal battaglione 89 di fanteria, a El Desengaño, Sinaloa. "Qui il pretesto è stato che siccome i compagni controllavano la perquisizione che i militari stavano eseguendo sui loro bagagli, questi hanno cominciato ad aggredirli e chiedere i loro nomi e identificazioni". Ormai vicini a Città Obregón, Sonora, "alcuni ufficiali che non si sono identificati né presentati, hanno fermato l'autobus per perquisirlo".
 
Secondo la denuncia, "questi fatti, insieme alla vessazione subita dai comandanti dell'EZLN ai posti di blocco militari, gli sgomberi dei popoli zapatisti dell'EZLN, l'attacco degli yoris (meticci) che hanno usato qualche autorità yaquis per denigrare ed attaccare l'Incontro dei Popoli Indigeni d'America e la persecuzione contro quelli dell'altra campagna, non sono altro che la guerra aperta contro la quale ci organizziamo dal basso e a sinistra. È la disperazione dei governi lacchè per fermare quello che non può più essere fermato: l'avanzata dei popoli indios". 
 
I delegati esigono garanzie "affinché tutti e tutte ritorniamo bene nelle nostre comunità" dopo la riunione a Vícam, la prossima domenica.
 
(Traduzione Comitato Chiapas "Maribel" – Bergamo)

per seguire l'Incontro Indigeno Americano

 
per seguire l'Incontro dei Popoli Indigeni d'America, che inizierà domani:

http://enlacezapatista.ezln.org.mx/

http://www.encuentroindigena.org/

mercoledì 10 ottobre 2007

La Jornada - Martedì 9 ottobre 2007

 
 

In marcia i lavori per l'incontro degli indigeni americani a Sonora

Ai lavori preparatori hanno partecipato più di 900 osservatori e intellettuali di 33 paesi
 
Hermann Bellinghausen
 
I lavori per la plenaria dell'Incontro dei Popoli Indigeni d'America che si terrà a Vícam, Sonora, dall'11 al 14 ottobre, sono in marcia. Sono iniziati i lavori per raggiungere gli accordi da portare alla plenaria ed i delegati indigeni se ne occupano già in ognuna delle sub-sedi, hanno comunicato le autorità tradizionali del popolo di Vícam nella tribù yaqui, il Congresso Nazionale Indigeno (CNI) e la Commissione Sesta dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN).
 
In un comunicato diffuso oggi, le tre istanze organizzatrici sottolineano che data la trascendenza storica ed il carattere internazionale dell'evento, "abbiamo dati rilevanti di partecipazione con più di cinquecento delegati, rappresentanti di 30 popoli, tribù e nazioni indigene d'America". Alle riunioni preparatorie, svolte questo fine settimana, hanno partecipato anche più di novecento osservatori ed intellettuali di 33 paesi d'Europa e America.  
 
In maniera inaspettata, si cita "la possibile partecipazione di personalità come il presidente della Bolivia, Evo Morales", alla riunione di Vícam.
 
Durante l'incontro, i delegati indigeni presenti discuteranno della guerra di conquista capitalista contro i popoli originari d'America; la loro resistenza e difesa della madre terra, territori e culture. Esporranno le ragioni della lotta dei popoli e rifletteranno sulla situazione passata e presente degli indigeni nel mondo "e verso dove si incammina il nostro futuro".
 
Analizzeranno le loro aspettative "in un mondo di globalizzazione economica ed un sistema capitalista neoliberale che porta allo sterminio le nostre vite e culture, che assoggetta i nostri territori e risorse naturali". Con questo tono, si insisterà nella domanda principe dei movimenti indigeni del continente, che ha uno dei suoi principali epicentri in Messico: "Uguaglianza di condizioni e vita degna, non alla morte delle nostre culture".
 
Il governo yaqui di Vícam, il CNI e la Commissione Sesta esigono dai governi municipali, statali e federali, in particolare di Sonora, "il libero esercizio della libertà di espressione e democrazia per discutere, analizzare e concludere le nostre giornate di lavoro, così come la sicurezza di essere rispettati e trattati con dignità durante il transito delle carovane verso Vícam".
 
Le sedi delle riunioni preparatorie che si sono svolte fin dallo scorso fine settimana, si trovano nelle valli centrali di Oaxaca (con la partecipazione di delegati del sud e sud-est del paese); San Pedro Atlapulco, stato di México (delegati del Centro e Sudamerica); Nurío, territorio p'urhépecha di Michoacán (delegati delle regioni centro Pacifico e Atlantico del Messico) e Rancho El Peñasco, a Magdalena de Kino, Sonora (delegati del nord e nordovest, e Stati Uniti, Canada e Alaska). A quest'ultima partecipano anche i comandanti delegati dell'EZLN ed il subcomandante Marcos, la cui presenza nella località del popolo tohono od'dham (conosciuto come pápago) di Rancho El Peñasco è stata confermata oggi dal CNI, dalle autorità di Vícam e dalla stessa Commissione Sesta dell'EZLN.
 
Nel frattempo, Mario Luna, segretario della guardia tradizionale del popolo yaqui di Vícam, ha dichiarato che il comunicato delle autorità di cinque popoli yaquis della settimana scorsa "disconoscendo" l'incontro in territorio yoreme yaqui "manca di autenticità" ed è stato redatto negli uffici del governo di Sonora.  
 
Non c'è da stupirsi del tentativo denigratorio da parte del governo sonorense di Eduardo Bours Castelo, che si è dimostrato ostile nei confronti dei popoli indigeni dell'entità in diversi tentativi di espropriare loro terre, fiumi, coste e luoghi sacri. Questo, mentre insiste nel rafforzare le vecchie procedure di controllo su questi popoli, stabilite dai governi priisti decenni fa.
 
In anni recenti, i principali popoli indigeni di Sonora hanno rafforzato i loro governi tradizionali e le loro richieste di autodeterminazione. Yoremes yaqui e mayo, comc'ac (seris), tohono odd'ham e pimas lottano nei rispettivi territori per impedire la spoliazione terminale che vorrebbe imporre Bours, industriale e governatore di stirpe politica salinista.  
 
La lettera dell'ultimo minuto, firmata dai governatori yaquis, è stato un tentativo disperato per screditare (se non impedire) l'incontro intercontinentale, la cui organizzazione è cominciata un anno fa nel primo degli otto popoli yoreme yaqui.
 
 
(Traduzione Comitato Chiapas "Maribel" – Bergamo)

venerdì 5 ottobre 2007

La Jornada On Line - 3 ottobre 2007

L'EPR scagiona l'EZLN dalle sue azioni
"Rispettiamo tutte le modalità di lotta, per tutti quelli che sono a sinistra e non siamo abituati a giudicare tutti da pochi" - dice in un comunicato

Messico, D.F. - In un comunicato diretto all'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), l'Esercito Popolare Rivoluzionario (EPR) lo ha scagionato dalle azioni contro installazioni e gasdotti della Pemex, che hanno la finalità di far presentare in vita e far liberare i suoi compagni Edmondo Reyes Amaya e Gabriel Alberto Cruz Sánchez, arrestati il 25 maggio.

Il gruppo guerrigliero ha manifestato il suo rispetto per "tutte le modalità di lotta, per tutti coloro che sono nella sinistra", per cui "non siamo abituati a giudicare tutti da uno". Ma, vi diciamo "che le nostre azioni continueranno se questo governo continua a non presentare i nostri compagni".

"Con alcuni coincidiamo su alcune cose ed a volte camminiamo insieme senza integrarci ma coincidendo nelle rivendicazioni, per questo in qualche modo coincidiamo con AMLO, Andrés Manuel López Obrador, con l'Ingegnere (Cuauhtémoc) Cárdenas ed altri ancora che rispettiamo come voi nonostante le differenze e le opinioni che riceviamo, per questo torniamo a ripetere che il nostro migliore amico è stato il tempo" - aggiunge il comunicato.

Tuttavia, continua, "anche se esiste decomposizione, non è completa: nessuna organizzazione può essere perfettamente pura, per questo il nostro rispetto va a tutti quelli che si vedono o si videro nella necessità di fare una lotta pacifica non violenta".

Qui di seguito, ecco il testo integrale.

AL POPOLO DEL MESSICO
AI POPOLI DEL MONDO
ALLE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE CHE DIFENDONO I DIRITTI UMANI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI
ALLE ORGANIZZAZIONI SOCIALI, POLITICHE E RIVOLUZIONARIE
AL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-COMANDO GENERALE DELL'ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE MESSICO
AL SUBCOMANDANTE INSURGENTE MARCOS

SORELLE, FRATELLI, COMPAGNI!

Facciamo una riflessione come siano abituati da molti anni: il tempo è un buon consigliere e compagno.

Siamo in territorio chiapaneco ed abbiamo saputo da sempre che siete stati continuamente perseguitati e molte volte assassinati e che nonostante tutto avete proseguito con una lodevole resistenza di fronte a queste ingiustizie.

Per noi, in tutte le organizzazioni, partiti e raggruppamenti, esisterà sempre uno sviluppo disuguale nella comprensione dei fenomeni storici e molte volte non coincidiamo tutti nell'interpretazione di questa realtà.

Dichiariamo questo perché da prima che vi faceste conoscere pubblicamente, vi abbiamo offerto la nostra solidarietà, anche se modesta e silenziosa, per tutte le strade che avete percorso, nel vostro passo anche per le nostre zone ed oggi non potremmo cessare di farlo.

Rispettiamo tutte le modalità di lotta e tutti quelli che stanno nella sinistra e non siamo abituati a giudicare tutti da pochi. A volte, purtroppo, non ci rendiamo conto che c'è gente che sabota le iniziative e le norme che ci dirigono, anche se questo non giustifica gli errori e le offese.

Con alcuni coincidiamo su alcune cose ed a volte camminiamo insieme senza integrarci bensì come in coincidenza nelle rivendicazioni e per questo in qualche modo coincidiamo con AMLO, con l'Ingegnere Cárdenas e con altri ancora che rispettiamo come voi nonostante le differenze e le opinioni che riceviamo, per questo torniamo a ripetere che il nostro migliore amico è stato il tempo.

Quindi, anche se esiste la decomposizione, non è completa: nessuna organizzazione può essere del tutto pura, per cui il nostro rispetto va a tutti quelli che si vedono o si sono visti nella necessità di fare una lotta pacifica non violenta.

Hanno violentato sia voi che noi, ci hanno perseguitati, ci hanno represso ed ambedue ci siamo visti nella necessità di inalberare la bandiera della resistenza.

Anche noi, come sapete, contiamo su compagni indigeni in vari stati del nostro paese ed su altri settori che si identificano nelle nostre rivendicazioni.

Ci preoccupiamo per la vostra partenza ed il vostro costante camminare, per cui continuerete a poter contare sulla solidarietà del nostro partito e del nostro esercito e cercheremo di evitare al massimo che una nostra qualche azione possa compromettervi o colpirvi. Ma vi diciamo che le nostre azioni continueranno se questo governo prosegue a non presentare i nostri compagni e se coloro che voi chiamate classe politica non promuovono la libertà di tutte e tutti i prigionieri politici e di coscienza del paese.

Vi arrivi una stretta di mano ed un abbraccio forte e fraterno come siamo abituati nel nostro partito ed il desiderio che quanto vi riproponete con i compagni yaquis in Vicam, Sonora, dia i suoi migliori frutti.

Speriamo che vi giungano il nostro saluto ed il nostro affetto fraterno, a voi ed a tutti quelli che vi accompagnano.

Nessun altro desaparecido ancora, libertà e giustizia per tutti, fondendoci in un solo sforzo, perché il sangue e lo spirito dei nostri antepassati, guerrieri invincibili, corrono nelle nostre vene.

Salutiamo ringraziando per la vostra solidarietà.

VIVI SE LI SONO PRESI E VIVI LI RIVOGLIAMO!
ESIGIAMO LA LIBERTÀ DI TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI E DI COSCIENZA DEL
PAESE!
PER LA PRESENTAZIONE DI TUTTI GLI SCOMPARSI!
PER LA RIVOLUZIONE SOCIALISTA!
VINCERE O MORIRE!
PER I NOSTRI COMPAGNI PROLETARI!
RISOLUTI A VINCERE!
CON LA GUERRA POPOLARE!
L'EPR TRIONFERÀ!

COMITATO CENTRALE DEL PARTITO DEMOCRATICO POPOLARE RIVOLUZIONARIO
PDPR
COMANDO GENERALE DELL'ESERCITO POPOLARE RIVOLUZIONARIO
CG-EPR

Anno 43 - Repubblica Messicana - 3 ottobre 2007

(tradotto dal Comitato Chiapas di Torino - www.ipsnet.it/chiapas)

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Zapatisti smentiscono appoggio ai partiti - La Jornada 4ott07

 
----- Zapatisti smentiscono appoggio ai partiti -
La Jornada 4ott07

La Jornada – Giovedì 4 ottobre 2007
 
- Non riconoscono alcun politico perché non sanno comandare obbedendo, affermano
 

Gli zapatisti smentiscono di sostenere i partiti nelle elezioni in Chiapas

 
- Denunciano che candidati del PRD fanno pressioni e puniscono gli indigeni a Chactoj
 
HERMANN BELLINGHAUSEN
 
A pochi giorni dalle elezioni statali in Chiapas, la giunta di buon governo (JBG) Hacia la esperanza, di La Realidad, ha smentito le voci insistenti sulla stampa locale riguardo a presunti appoggi di comunità zapatiste sia a determinati partiti politici sia al processo elettorale stesso. Funzionari e candidati, così come portavoce della Chiesa cattolica hanno dato per buone queste voci che gli zapatisti definiscono "bugie". 
 
Ugualmente, la JBG Corazón céntrico de los zapatistas delante del mundo, di Oventic, ha denunciato pressioni, "punizioni" ed abusi da parte di candidati e autorità del Partito della Rivoluzione Democratica (PRD) nella comunità Chactoj, del municipio ufficiale di Zinacantán, anche questo nel contesto del processo elettorale.
 
Secondo la JBG di La Realidad, "in Chiapas continuano circolando sui mezzi di comunicazione molte bugie, per esempio, che tutti noi appartenenti all'EZLN questo 7 ottobre appoggiamo il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI). Questo è completamente falso. Per gli zapatisti dei municipi autonomi ribelli, la democrazia è tutti i giorni, per tutta la nostra vita. Per i partiti PRI, Azione Nazionale (PAN), PRD e gli altri, la democrazia è ogni 3 e 6 anni, quando chiedono i voti al popolo. Una volta al potere si dimenticano del popolo".
 
La giunta si rivolge "in particolare" al PRI. "I candidati alle presidenze municipali e i deputati locali sono dei bugiardi, come quel tale Aarón Hernández López, uno di quelli che va dicendo che parteciperemo alle elezioni. Abbiamo i nostri municipi autonomi, e così sarà sempre, non crediamo in nessuno dei politici dei partiti".
 
Cita i 71 anni PRI al potere "senza risolvere per nulla la miseria del paese". E domanda: "è la soluzione quello che fecero agli studenti il 2 ottobre 1968? Che non rispettano gli Accordi di San Andrés su diritti e cultura indigena? Il tradimento del 1995? Il massacro di 45 indigeni ad Acteal? È la soluzione creare gruppi paramilitari come Paz y Justicia, MIRA, Chinchulines, Opddic e tanti altri? Sono una soluzione gli sgomberi, arresti, sparizioni in tutto il paese? Reprimere e distruggere le organizzazioni sociali del nostro paese e un mucchio di tante altre ingiustizie?".
 
Tutto questo l'ha fatto il PRI, sostiene. "Ed ora continuerà il PAN, ed in Chiapas il PRD con Juan Sabines Guerrero. Per tutto questo saremmo pazzi ad appoggiare il PRI. Ma non siamo  pazzi. Conosciamo la strada che abbiamo intrapreso e siamo pazzi perché costruiamo un mondo diverso e migliore".
 
La JBG smentisce che il subcomandante Marcos abbia indicato il PRI a Las Margaritas. "Non c'è questa indicazione. Leggete il testo della conferenza che ha tenuto il primo ottobre a Città del Messico. Non riconosciamo nessuno dei politici dei partiti perché non sanno comandare obbedendo e non lo capiscono, cercano solo l'osso e pensano come quelli in alto". I media locali "fanno intendere che abbiamo parlato con i candidati bugiardi. Dal 1994 abbiamo smesso di credere ai leader dei partiti, ed abbiamo iniziato nella pratica un altro modo di fare politica".
 
"di non credere né diffondere più che noi zapatisti abbiamo detto che ognuno può votare chi gli pare. Noi non votiamo, né crediamo nella democrazia che vogliono quelli in alto. La nostra democrazia ed il nostro suffragio stanno in quello che stiamo costruendo, le nostre JBG ed i nostri municipi autonomi, perché pensiamo in basso e a sinistra, dal popolo, del popolo e per il popolo".
 
Intanto, a Chactoj, Zinacantán, (municipio governato dal PRD), il 30 settembre, su ordine dell'agente municipale, la polizia ha arrestato due contadini zapatisti "per non aver votato per il sole azteco" e li ha messi in prigione per 11 ore. "Li si obbliga sempre a cooperare e lavorare col PRD", denuncia la JBG di Oventic. "Loro hanno sempre collaborato per le feste patronali", ma non con quel partito. 
 
Dopo essere stati rilasciati, è stata data loro una "multa" di 12 mille pesos, in presenza dei candidati perredisti. Per riscuoterli, hanno preso loro "mille mattoni, un rotoplás e tubature in PVC"; inoltre hanno tagliato l'erogazione d'acqua nelle loro case e minacciato di spogliarli della loro milpa. "Devono" ancora 1.640 pesos. La giunta rimprovera al PRD di dirsi "di sinistra". E chiede: "dove sta il cambiamento che loro tanto decantano?".
 
(Traduzione Comitato Chiapas "Maribel" – Bergamo)

martedì 2 ottobre 2007

CHIAPAS: IL PARTITO DEI PARAMILITARI - L.H. NAVARRO

 

La Jornada – Martedì 2 ottobre 2007
 

 
Rafael Ceballos Cancino è sopranominato El Coyolito. Leader dei coltivatori di caffè cenecistas in Chiapas, priista nel cuore, è un abile prestigiatore nel trasformare la consegna di aiuti pubblici in voti. I suoi meriti gli sono stati riconosciuti con la nomina a presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati nella 56 Legislatura (1994-1997).
 
Nel 1998, la Procura Generale della Repubblica l'ha indagato per formazione, finanziamento e protezione del gruppo paramilitare Los Chinchulines. Ancora attiva nei municipi di Chilón e Yajalón, questa formazione è responsabile di più di 50 omicidi, alcuni di membri del Partito della Rivoluzione Democratica (PRD), della distruzione di raccolti e case, così come del furto di bestiame, mais e fagioli.
 
Con l'arrivo di Juan Sabines Guerrero al governo del Chiapas, Coyolito è stato nominato coordinatore del programma di punta della nuova amministrazione: l'Accordo di Fiducia Agropecuaria (Codecoa), originalmente creato 26 anni addietro dal governatore sostituto dell'entità, Juan Sabines Gutiérrez, padre dell'attuale mandatario ed uno dei responsabili del massacro di Wolonchan, a maggio del 1980, nel quale morirono più di 50 indigeni.
 
Oggi, Rafael Ceballos occupa il quinto posto nella lista plurinominale del PRD per le elezioni del prossimo 7 ottobre, il partito che ha combattuto per tutta la vita. Ha seguito il filosofo del trapezismo politico, Roberto Albores, battezzato dagli zapatisti El Croquetas, sanguinario ex governatore del Chiapas ed attuale alleato del governo perredista dell'entità, che assicura: "La politica è cambiamento, e gli scontri non sono eterni; la politica è cambiamento, circostanza, congiuntura; non esiste il determinismo, poiché ciò che è oggi può essere diverso da quello di domani".
 
Ceballos non è l'unico paramilitare candidato dal partito del sole azteco. Nelle sue liste abbondano responsabili delle repressioni di organizzazioni popolari, torturatori e politici che hanno minacciato di morte i giornalisti. È il caso di José Uriel Estrada Martínez, aspirante alla presidenza municipale di Simojovel e, fino a prima della sua candidatura, segretario personale del sottosegretario generale di Governo, Ángel Córdova Toledo, al primo posto nella lista plurinominale del sole azteco.
 
Una raccomandazione della Commissione Interamericana dei Diritti Umani della OEA lo ritiene responsabile della detenzione illegale, tortura ed esecuzione extragiudiziale, nel dicembre 1995, del contadino Reyes Penagos Martínez. Il 20 febbraio scorso, di fronte al governatore, Everilda Robledo, vedova del contadino, ha denunciato: "Mio marito è stato ammazzato e non ho visto i responsabili in prigione; chiedo ed esigo che al più presto possibile siano arrestati Jorge Enrique Hernández Aguilar ed Uriel Estrada, perché so che lavorano qui nel palazzo del governo". Tuttavia, invece di fare in modo che sia messo in prigione, il PRD vuole farlo assessore.
 
Lo stesso vale con l'ex priista Mariano Rosales, candidato a sindaco di Villaflores. Nell'ottobre del 2005, quando era titolare della direzione della protezione cittadina e viabilità municipale di San Cristóbal, minacciò di morte l'editrice di La Foja Coleta, Concepción Villafuerte.
 
La maggioranza delle più importanti candidature perrediste sono state occupate da funzionari dell'amministrazione del governatore Sabines. Quattro dei cinque primi posti nelle liste di rappresentanza proporzionale e 23 aspiranti a sindaco sono pezzi del mandatario.
 
Il PRD si è trasformato nello strumento attraverso il quale si sono ricomposti alcuni dei gruppi di potere più antichi in Chiapas. Il sole azteco è il veicolo della restaurazione priista. Tant'è che Juan Sabines ha dichiarato riguardo a El Croquetas: "Abbiamo fatto squadra con Albores. Concordiamo su molte cose. È un appassionato della politica con molti valori come essere umano".
 
Questa realtà è riconosciuta dai più nefasti membri del tricolore. Jorge Constantino Kanter, sindaco di Comitán e rappresentante degli allevatori nel 1994, ha assicurato al giornale Proceso: "Juan Sabines è priista. Ha avuto la candidatura per un altro partito. Sabines è stato deputato e sindaco per il PRI, come figlio dell'ex governatore Juan Sabines Gutiérrez continua ad essere priista, per questo lo sosteniamo".
 
Lo stesso governatore ha confessato a Mario Vázquez Raña: "Io non ho rinunciato al PRI, Mario, non rinunciato alla sua militanza, alla sua gente".
 
Questa cultura politica è stata sistematicamente corroborata nelle azioni di Sabines. Solo il 13 agosto scorso ha fatto pubblicare su vari giornali nazionali un'inserzione dal titolo "Dalla vista nasce l'amore", nel quale ringrazia Margarita Zavala per avere finanziato operazioni di cataratta per 300 messicani poveri. Il costo dell'inserzione dovrebbe essere molto vicino a quanto speso per gli interventi medici.
 
Anche se il PRD finge di non accorgersene, il governatore ha cercato di prendere le distanze il più possibile da Andrés Manuel López Obrador. Durante il giro del Peje per lo stato, il candidato del mandatario locale al comune di Tuxtla Gutierrez, Sergio Valls, non ha partecipato al meeting del governo legittimo.
 
Il governatore Sabines ha cercato di avvicinarsi a Felipe Calderón. Non lesina elogi. "Noi - ha detto a Mario Vázquez Raña - stiamo costruendo un buon rapporto col presidente Felipe Calderón, che ha dimostrato la sua stima e affetto per il Chiapas e la sua gente. Con lui stiamo elaborando i temi che più toccano i chiapanechi ed abbiamo trovato un Presidente sensibile, un Presidente attento, generoso (...) il Messico è in buone mani con Felipe Calderón (...) dobbiamo augurargli il meglio".
 
Il PRD ha stretto un matrimonio di convenienza con Juan Sabines. Ha accolto nella sua famiglia la feccia della classe politica locale, paramilitari, torturatori e cacicchi. Pensa così di guadagnare voti e presumere di controllare uno stato. Quello che non può pretendere è che in Chiapas sia di sinistra. Per la vergogna dei suoi morti e degli attivisti onesti che militano nelle sue file, nello stato il PRD è il partito dei paramilitari, dei torturatori e dei cacicchi. Punto.
 
(Traduzione Comitato Chiapas "Maribel" – Bergamo)

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