giovedì 13 maggio 2021



Inviato dal mio telefono Huawei

I: Squadrone 421 - Delfini!



Inviato dal mio telefono Huawei


-------- Messaggio originale --------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: gio 13 mag 2021, 13:09
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Oggetto: Squadrone 421 - Delfini!

Delfini!

Maggio 2021

Sono stati momenti drammatici. Messo alle strette, tra il cordame e il parapetto, il piccolo insetto minacciava l'equipaggio con la sua lancia, mentre con la coda dell'occhio osservava il mare agitato, dove un Kraken, della specie "kraken scarabeo" - specialista nel mangiare coleotteri - era in agguato. Quindi, l'intrepido clandestino si è fatto coraggio, ha sollevato al cielo le sue molteplici braccia e la sua voce ha ruggito, sovrastando il rumore delle onde che si infrangevano sullo scafo de La Montaña:

Ich bin der Stahlkäfer, der Größte, der Beste! Beachtung! Hör auf meine Worte! (Io sono lo scarabeo d'acciaio, il più grande, il migliore. Attenzione! Ascoltate le mie parole!)

L'equipaggio si è fermato di colpo. Non perché un insetto schizofrenico li avesse sfidati con uno stuzzicadenti e un tappo di plastica. Né perché parlava loro in tedesco. Ma perché sentendo la loro lingua madre, dopo anni a sentire solo dello spagnolo costiero tropicale, li ha trasportati nella loro terra come per un raro incantesimo.

Gabriela avrebbe poi affermato che il tedesco dell'insetto era più vicino al tedesco di un migrante iraniano che al Faust di Goethe. Il capitano ha difeso il clandestino, sostenendo che il suo tedesco era perfettamente comprensibile. E, siccome dove comanda il capitano non governa Gabriela, Ete e Karl hanno approvato, ed Edwin, sebbene avesse capito solo la parola "cumbia", è stato d'accordo. Quindi quello che vi sto narrando è la versione dell'insetto tradotta dal tedesco:

-*-

"L'esitazione dei miei aggressori mi ha dato il tempo di rifare la mia strategia difensiva, ricomporre la mia armatura (perché una cosa è morire in un combattimento impari e un'altra è farlo in disordine) e lanciare la mia controffensiva: una storia

Qualche luna fa, sulle montagne del Sudest Messicano. Chi lì vive e lotta ha lanciato una nuova sfida per se stesso. Ma in quei momenti vivevano nell'ansia e nello sconforto perché non disponevano di un veicolo per la loro traversata. Così è stato fino a quando io, il grande, l'ineffabile, l'eccetera, Don Durito de La Lacandona A.C. de C.V. de (i)R. (i)L. sono arrivato in quelle montagne (le sigle, come tutti sanno, significano "Cavaliere Errante di Versatile Cavalcatura di Irresponsabilità Illimitata"). Non appena si è sparsa la voce del mio arrivo, una moltitudine di giovani donne, bambini di tutte le età e persino donne anziane, sono corse, vocianti e veloci, ad acclamarmi. Ma ho resistito e non ho ceduto alla vanagloria. Poi sono andato nelle stanze della persona incaricata della sfortunata spedizione. Per un attimo sono rimasto confuso: il naso impertinente di colui che faceva e rifaceva i conti impossibili per sostenere le spese della spedizione punitiva contro l'Europa, mi ricordava quel capitano che poi sarebbe stato noto come il SupMarcos, che ho guidato per anni e che ho educato con la mia saggezza. Ma no, anche se simile, chi si fa chiamare SupGaleano ha ancora molto da imparare da me, il più grande dei cavalieri erranti.

Alla fine, non avevano un'imbarcazione. Quando ho messo la mia nave a disposizione di quegli esseri, il suddetto Sup, sarcasticamente mi ha risposto: "ma lì c'è posto solo per uno, e deve anche essere molto piccolo, ed è... una scatola di sardine!", così riferendosi alla mia fregata, il cui nome, "Pon tus barbas a remojar" [proverbio popolare: Impara dagli errori degli altri - N.d.T.] era inciso a babordo, all'altezza della prua. Ho ignorato tanta impertinenza e, camminando tra la folla che anelava un mio sguardo, almeno una parola, mi sono diretto verso l'isola "Senza nome" scoperta da chi questo narra nel 1999. Ed ora sì, sulla sommità della sua coffa alberata, ho aspettato pazientemente l'alba.

Ho quindi maledetto l'inferno, evocato dee da tutte le latitudini chiamando la più potente tra loro: la strega scarlatta. Lei, la disprezzata dagli altri dei, dediti al machismo fanfarone e da spettacolo. Lei, scacciata dalle altre dee, dedite alla falsa bellezza di belletti e cosmetici. Lei, la strega scarlatta, la strega mayor: Oh, die scharlachrote Hexe! Oh, die ältere Hexe!

Sapendo che le possibilità per questi strani esseri, che si fanno chiamare zapatisti, di ottenere una barca dignitosa erano esigue, sapevo bene che solo il più potente dei poteri magici poteva tirarli fuori dai guai e mantenere la parola data. Ergo, ho chiamato la strega mayor, quella con le vesti purpuree, che può alterare la possibilità che qualcosa accada. Lei ha fatto conti su conti ed è arrivata alla conclusione che, in effetti, la probabilità di recuperare un'imbarcazione era quasi zero. Così ha detto:

"Ma non posso fare nulla se non c'è una petizione. E non una petizione qualsiasi. Deve essere fatta da un Titano, un essere grande e magnanimo che di buon grado soccorra chi ha bisogno di un evento magico".

E chi meglio di me?, ho ruggito sonoramente. La signora dalla veste cremisi ha sollevato la mano chiedendo il mio silenzio. "Non è tutto," ha sussurrato. "È necessario che questo Titano rischi la sua vita, la sua fortuna e la sua reputazione nell'odissea che questi esseri intendono intraprendere. Cioè, che li accompagni con il suo incoraggiamento e bontà e, insieme a loro, sebbene non al loro fianco, affronti sfide e dolori. Questo è, sarà e non sarà".

Ero d'accordo, perché la mia unica fortuna sono le mie imprese, rischio la mia vita solo esistendo e, beh, la mia reputazione è nota nelle cantine di tutto mondo.

Quindi la sorella strega ha fatto quello che si fa in questi casi: ha acceso il suo computer, si è collegata a un server in Germania, ha digitato non so quale incantesimo, ha modificato un grafico di probabilità e ha aumentato la percentuale da quasi zero al 99,9%, ha digitato di nuovo e un ronzio della stampante ha rivelato la carta che ne usciva. Non senza prima aver apprezzato la modernizzazione tra la corporazione delle streghe scarlatte e simili, ho preso la nota. C'era solo una sola frase:

"Se il titano è d'acciaio, trovi il suo simile, da cui dipende il mancante".

Cosa significava? Dove avrei potuto trovare qualcosa o qualcuno, non dico simile, ma diciamo lontanamente vicino alla mia grandezza? Di Titani non ce ne sono molti. In effetti, secondo la wikipedia in basso e a sinistra, sono l'unico a prevalere. Poi "d'acciaio". L'uomo d'acciaio?, dubito; non credo che la strega scarlatta abbia raccomandato un maschio. Quindi una femmina o una femmina d'acciaio.

Ho camminato a lungo. Ho viaggiato dalla Patagonia alla lontana Siberia. Ho incrociato le strade con il degno Mapuche, ho gridato con la Colombia insanguinata, ho attraversato la dolente ma persistente Palestina, ho attraversato i mari macchiati dal nero dolore dei migranti, e ho ripercorso i miei passi credendo erroneamente di aver fallito nella mia missione.

Ma, sbarcato nella geografia che chiamano "Messico", qualcosa ha attirato la mia attenzione. Sulle acque turchesi una nave subiva le riparazioni e i rattoppi da parte del suo equipaggio. "Stahlratte" si leggeva sulla fiancata. Dal momento che ho incontrato la strega scarlatta nella Germania in basso, e che quella parola significa "ratto d'acciaio" nella sua lingua, ho deciso di tentare la fortuna. Ho aspettato, con saggia pazienza, che la notte e le ombre riparassero la solitudine della nave. Ho abilmente risalito la prua e, costeggiando il lato di dritta, sono arrivato dove si trova il centro di comando o di governo della nave. Qui, un uomo imprecava in lingua tedesca con maledizioni e bestemmie che avrebbero rattristato l'inferno stesso. Qualcosa diceva del dolore di lasciare i mari e le avventure. Seppi allora che la nave stava contando i suoi ultimi giorni e il suo capitano e l'equipaggio avevano incubi pensando ad una vita a terra. Le streghe scarlatte di tutto il mondo cospiravano a mio favore e per buona fortuna. Ma tutto dipendeva da me, lo scarabeo d'acciaio inossidabile, il più grande dei cavalieri erranti, ecc., per trovare "il mancante". Ho quindi aspettato che il capitano smettesse di lamentarsi e imprecare. Quando ha smesso e solo un singhiozzo gli si è smorzato in gola, sono salito sul timone e guardandolo negli occhi ho detto: "Io Don Durito, tu chi?". Il capitano non ha esitato a rispondere "Io capitano, tu clandestino" mentre brandendo un giornale o una rivista minacciava di sopprimere la mia bella e leggiadra figura. Allora, con voce potente mi sono presentato. Il capitano ha esitato restando in silenzio con il giornale o la rivista in mano.

Poi, sono bastate poche frasi per capire che eravamo persone di mondo, avventurieri per vocazione e scelta, esseri disposti ad affrontare qualsiasi sfida per quanto imponente e terribile potesse essere.

Ormai in confidenza, gli ho raccontato la storia di un'odissea in corso, qualcosa che avrebbe poi riempito gli annali delle storie a venire, il più pericoloso e ingrato dei compiti: la lotta per la vita.

Mi sono prodigato in dettagli, gli ho parlato di una barca costruita in mezzo alle montagne, senza altra acqua che quella della pioggia a darle vocazione e ragion d'essere. Gli ho parlato di chi aveva deciso di abbracciare tanta audacia, di leggende su una montagna che rifiuta la prigione dei suoi piedi per terra, di miti e leggende maya per voce delle loro origini.

Il capitano si è acceso una sigaretta, me ne ha offerta uno che ho dovuto rifiutare tirando fuori la mia pipa. Abbiamo così condiviso il fuoco e il fumo del tabacco.

Il capitano è rimasto in silenzio e, dopo qualche boccata, ha detto qualcosa del tipo: "Per me, sarebbe un grande onore unirmi a una causa così nobile e folle". Ed ha aggiunto: "Adesso non ho un equipaggio, perché ci stiamo ritirando, ma sono sicuro che donne e uomini si avvicineranno solo per il fascino di questa storia. Vai dai tuoi e di' loro di contare su ciò che siamo, esseri umani e navi".

Terminato il mio racconto, mi sono rivolto a chi minacciava di gettarmi in mare: "Ed è così come voi, comuni mortali, vi siete imbarcati in questa avventura. Quindi lasciatemi in pace e tornate al vostro lavoro e doveri, che io devo vigilare che il Kraken lasci in pace la nostra casa e il nostro cammino. Per questo ho chiamato amici pesci che lo terranno assente".

-*-

Ed ecco che in quel momento qualcuno sul ponte grida "Delfini!" e tutt@ sono saliti sul ponte armati di macchine fotografiche, cellulari o solo dei loro occhi stupiti.

Nella confusione, Durito, il più grande dei Titani, l'unico eroe a livello dell'arte, complice di maghi e streghe, è sgusciato via e si è arrampicato, ora sì, sulla Coffa e da lì ha intonato canzoni che, giuro, venivano replicate dai delfini che, tra onde e sargassi, hanno ballato per la vita.

-*-

Più tardi, a cena, il capitano ha confermato la storia dell'insetto. E da quel momento l'insetto ha smesso di essere "l'insetto" e viene chiamato, a partire da quell'evento, "Durito Stahlkäfer", "Durito, lo Scarabeo d'Acciaio".

"Una tacca in più alla cintura", avrebbe detto il defunto SupMarcos, tre metri sottocoperta, ehm, volevo dire, sottoterra.

Ora, con cameratismo, Gabriela corregge la pronuncia tedesca di Stahlkäfer; sulla spalla di Ete, Durito sale in cima all'albero maestro; accompagna Carl quando prende il timone e lo diverte con storie terribili e meravigliose; sulla testa di Edwin lo guida nello spiegamento e nell'abbassamento delle vele; e la mattina presto condivide con il capitano Ludwig il tabacco e la parola.

E quando il mare infuria e il vento aumenta il suo lussurioso corteggiamento, il più grande esemplare della cavalleria errante, Stahlkäfer, intrattiene lo Squadrone 421 raccontando leggende incredibili. Come quella che racconta l'assurda storia di una montagna che si è fatta nave per la vita.

In fede.

SupGaleano
Pianeta Terra

Nota: Il video dei delfini chiamati da Stahlkäker è stato ripreso da Lupita, perché il team di supporto della Commissione Sexta, incaricato di tale missione, era impegnato… a vomitare. Sì, con pena degli altri. Ora la missione dello Squadrone 421 è supportare il team di supporto. E dobbiamo ancora attraversare l'Atlantico (sigh).
Traduzione "Maribel" - Bergamo http://chiapasbg.com 

Musica: «La Bruja», jarocho interpretat da Sones de México Ensamble, con Billy Branch.Immagini: parte della traversata de La Montaña, arrivo e sbarco a Cienfuegos, Cuba; e riunione dello Squadrone 421 per guardare la pagina di Enlace Zapatista.


lunedì 8 marzo 2021

I: Guerra di contro insurrezione



Inviato dal mio telefono Huawei


-------- Messaggio originale --------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: lun 8 mar 2021, 16:32
Oggetto: Guerra di contro insurrezione
La traduzione di un articolo pubblicato su Avispa il 2 marzo 2021 che riporta, ancora una volta, quali sono le modalità con cui si sta svolgendo la guerra di contro insurrezione nei confronti delle comunità zapatiste nel più assoluto silenzio e con la completa complicità di tutti gli apparati di governo con la regia politica della Quarta Trasformazione.
http://yabastanapoli.blogspot.com/2021/03/messico-strategia-di-contro.html

I: Le donne indigene zapatiste, 8 marzo 2021



Inviato dal mio telefono Huawei


-------- Messaggio originale --------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: lun 8 mar 2021, 16:29
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Oggetto: Le donne indigene zapatiste, 8 marzo 2021

QUELLE CHE NON CI SONO.

LE LORO STORIE.

LE LORO GIOIE E LE LORO TRISTEZZE.

I LORO DOLORI E LE LORO RABBIE.

I LORO OBLII E I LORO RICORDI.

LE LORO RISATE E LE LORO LACRIME.

LE LORO PRESENZE E LE LORO ASSENZE.

I LORO CUORI.

LE LORO SPERANZE.

LA LORO DIGNITÀ.

I LORO CALENDARI.
QUELLI CHE HANNO POTUTO RIEMPIRE.
QUELLI CHE SONO RIMASTI INCOMPLETI E CHE DOBBIAMO LORO.

LE LORO GRIDA.

I LORO SILENZI.

SÌ, SOPRATTUTTO I LORO SILENZI.

CHI NON LE SENTE?
CHI NON SI RICONOSCE IN LORO?

DONNE CHE LOTTANO.
SÌ, NOI.

MA SOPRATTUTTO, LORO.
QUELLE CHE NON CI SONO
E TUTTAVIA SONO CON NOI.

PERCHÉ NON DIMENTICHIAMO,
PERCHÉ NON PERDONIAMO,
PER LORO E CON LORO, LOTTIAMO.

Le donne indigene zapatiste.
8 marzo 2021

http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2021/03/08/las-que-no-estan/

venerdì 29 gennaio 2021

mercoledì 27 gennaio 2021

sabato 9 gennaio 2021


 

Oggi primo gennaio 2021, 27 anni dopo il levantamiento del primo gennaio 1994, diventa pubblica la dichiarazione congiunta dell’EZLN e di collettivi, movimenti e associazioni dell’Europa dal basso, che annunciano la presenza zapatista in Europa da Luglio a Ottobre 2021. #LaGiraZapatistaVa #EZLN27

DICHIARAZIONE CONGIUNTA DI UNA PARTE DELL’EUROPA DAL BASSO E DELL’EZLN

Primo Gennaio 2021

AI POPOLI DEL MONDO
ALLE PERSONE CHE LOTTANO IN EUROPA

FRATELLI, SORELLE, COMPAGNI, COMPAGNE:
Durante i mesi precedenti, abbiamo stabilito contatti tra di noi attraverso diverse forme. Siamo donne, lesbiche, gays, bisessuali, transgender, travestiti, transessuali, inter-sessuali, queer e altro, uomini, gruppi, collettivi, associazioni, organizzazioni, movimenti sociali, popoli originari, comitati di quartiere, comunità e un ampio “eccetera” che ci dà l’identità.

Ci differenziano e distanziano terre, cieli, montagne, valli, steppe, foreste, deserti, oceani, laghi, fiumi, torrenti, lagune, razze, culture, idiomi, storie, età, luoghi geografici, identità sessuali, fama, popolarità, seguaci, likes, monete, gradi di scolarizzazione, modi di essere, compiti, virtù, difetti, pro, contro, se e ma, rivalità, inimicizie, concezioni, argomentazioni, contro-argomentazioni, discussioni, controversie, denunce, accuse, disprezzo, fobie, amori, elogi, rifiuti, fischi, applausi, divinità, demoni, dogmi, eresie, gusti, disgusti, modi e un ampio eccetera che ci rende distinti e, non poche volte, contrari.

Solo poche cose ci uniscono.

Facciamo nostri i dolori della terra: la violenza contro le donne; la persecuzione e il disprezzo verso i diversi nelle identità affettive, emozionali, sessuali; l’annichilimento dell’infanzia; il genocidio contro gli indigeni; il razzismo; il militarismo; lo sfruttamento; l’espropriazione; la distruzione della natura.

La consapevolezza del fatto che è un sistema il responsabile di questi dolori. Il boia è un sistema sfruttatore, patriarcale, gerarchico, razzista, ladro e criminale: il capitalismo.

La consapevolezza che non è possibile riformare questo sistema, educarlo, attenuarlo, limarlo, addomesticarlo, umanizzarlo.

L’impegno a lottare, in ogni luogo e in ogni tempo – ognuno nel suo territorio – contro questo sistema al fine di distruggerlo. La sopravvivenza dell’umanità dipende dalla distruzione del capitalismo. Noi non obbediamo, non siamo in vendita, non ci arrendiamo.

La certezza che la lotta per l’umanità è mondiale. Così come la distruzione in corso non riconosce frontiere, nazionalità, bandiere, idiomi, culture, razze; così la lotta per l’umanità è in ogni luogo e in ogni tempo.

La convinzione che sono molti i mondi che vivono e lottano nel mondo. E che la pretesa di omologazione e di egemonia attenta all’essenza dell’essere umano: la libertà. L’uguaglianza dell’umanità risiede nel rispetto della differenza. Nella sua diversità risiede la sua somiglianza.

La comprensione del fatto che non è la pretesa di imporre il nostro punto di vista, i nostri passi, compagnie, strade e destini che ci permetterà di avanzare, bensì l’ascolto e il punto di vista dell’altro che, distinto e differente, ha la stesso desiderio di libertà e giustizia.

Grazie a queste consonanze, e senza abbandonare le nostre convinzioni né smettere di essere quello che siamo, abbiamo deciso:

Primo. Realizzare incontri, dialoghi, scambi di idee, esperienze, analisi e valutazioni tra tutti coloro che incontriamo impegnati, da distinte concezioni e su differenti terreni, nella lotta per la vita. Poi ciascuno seguirà o meno il suo cammino. Guardare e ascoltare l’altro, ci aiuterà o meno nel nostro cammino. Ma conoscere ciò che è differente è parte anche della nostra lotta e del nostro impegno, della nostra umanità.

Secondo. Che questi incontri e attività si svolgano nei cinque continenti. Che, per quanto riguarda il continente europeo, si concretizzino nei mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre del 2021, con la partecipazione diretta di una delegazione messicana composta dal CNI-CIG, dal Frente de Pueblos en Defensa del Agua y de la Tierra de MorelosPuebla y Tlaxcala, e dall’ EZLN. E, in date successive per appoggiare, secondo le nostre possibilità, la realizzazione degli stessi in Asia, África, Oceanía e América.

Terzo. Invitare coloro che condividono la medesima preoccupazione e lotte simili, tutte le persone oneste e tutti quelli che dal basso si ribellano e resistono in tutti gli angoli del mondo, a unirsi, a contribuire, ad appoggiare e a partecipare a questi incontri e attività e a firmare e a fare propria questa dichiarazione PER LA VITA.

Dal ponte di dignità che unisce l’Europa dal basso e a sinistra con le montagne del Sudest Messicano.
Noi Pianeta Terra.
1 gennaio 2021

https://www.facebook.com/LiberaAssembleaPensandoPraticando/

martedì 17 marzo 2020

Fwd: CORONAVIRUS: EZLN CHIUDE I CARACOLES

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 17/mar/2020 12:49
Oggetto: CORONAVIRUS: EZLN CHIUDE I CARACOLES
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

L'EZLN CHIUDE I CARACOLES A CAUSA DEL CORONAVIRUS ED INVITA A NON ABBANDONARE LE LOTTE IN ATTO

COMUNICATO DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-COMANDANCIA GENERALE DELL'ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE

MESSICO

16 MARZO 2020

AL POPOLO DEL MESSICO:
AI POPOLI DEL MONDO:
AL CONGRESSO NAZIONALE INDIGENO – CONSIGLIO INDIGENO DI GOVERNO:
ALLA SEXTA NAZIONALE E INTERNAZIONALE:
ALLE RETI DI RESISTENZA E RIBELLIONE:

SORELLE, FRATELLI, HERMANOAS:
COMPAGNI, COMPAGNE, COMPAÑEROAS:

VI COMUNICHIAMO CHE:

CONSIDERANDO LA MINACCIA REALE, SCIENTIFICAMENTE COMPROVATA, PER LA VITA UMANA CHE RAPPRESENTA IL CONTAGIO DEL COVID-19, ANCHE NOTO COME "CORONAVIRUS".

CONSIDERANDO LA FRIVOLA IRRESPONSABILITÀ E LA MANCANZA DI SERIETÀ DEI MALGOVERNI E DELLA CLASSE POLITICA NELLA SUA TOTALITÀ, CHE FANNO USO DI UN PROBLEMA UMANITARIO PER ATTACCARSI RECIPROCAMENTE INVECE DI ADOTTARE LE MISURE NECESSARIE PER AFFRONTARE QUESTO PERICOLO CHE MINACCIA LA VITA SENZA DISTINZIONE DI NAZIONALITÀ, SESSO, RAZZA, LINGUA, CREDO RELIGIOSO, MILITANZA POLITICA, CONDIZIONE SOCIALE E STORIA.

CONSIDERANDO LA MANCANZA DI INFORMAZIONE VERITIERA ED OPPORTUNA SULLA PORTATA E GRAVITÀ DEL CONTAGIO, COSÌ COME L'ASSENZA DI UN PIANO REALE PER AFFRONTARE LA MINACCIA.

CONSIDERATO IL COMPROMESSO ZAPATISTA NELLA NOSTRA LOTTA PER LA VITA.

 

ABBIAMO DECISO DI:

PRIMO.- DECRETARE L'ALLERTA ROSSA NEI NOSTRI VILLAGGI, COMUNITÀ E QUARTIERI ED IN TUTTE LE ISTANZE ORGANIZZATIVE ZAPATISTE.

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lunedì 27 gennaio 2020

Fwd: CNI-EZLN: denuncia per l’arresto illegale del compagno del CNI, Miguel López Vega

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 26/gen/2020 12:47
Oggetto: CNI-EZLN: denuncia per l'arresto illegale del compagno del CNI, Miguel López Vega
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

Comunicato di denuncia dell'arresto illegale del compagno del CNI, Miguel López Vega 

Al popolo de Messico
Alle Reti di Resistenza e Ribellione
Alla Sexta Nazionale e Internazionale
Ai mezzi di comunicazione

Il Congresso Nazionale Indigeno, il Consiglio Indigeno di Governo e l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, denunciamo il vile arresto del nostro compagno Miguel López Vega, delegato del Congresso Nazionale Indigeno, membro della radio comunitaria di Zacatepec e del Fronte dei Popoli in Difesa di Terra e Acqua di Puebla, Morelos e Tlaxcala, per mano di persone armate del malgoverno che senza identificarsi hanno privato della libertà Miguel sulla base di un presunto mandato di cattura.

Il sequestro del nostro compagno all'esterno della Segreteria Generale di Governo alle ore 14:30 del 24 gennaio, è la risposta di chi sostiene di governare questo paese alla determinazione dei popoli originari di impedire la distruzione e l'inquinamento industriale del fiume Metlapanapa, è la repressione nel vedere la vita dove loro vedono denaro intriso del dolore della nostra gente.

Come popoli del CNI-CIG, manifestiamo la nostra opposizione alla distruzione e privatizzazione del fiume Metlapanapa che, insieme agli altri megaprogetti di morte, vogliono gettare il nostro paese nel lutto e nella guerra.

Esigiamo l'immediata liberazione del compagno Miguel López Vega.

Distintamente.
gennaio 2020

Mai Più Un Messico Senza Di Noi
Congresso Nazionale Indigeno
Consiglio Indigeno di Governo
Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale


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lunedì 23 dicembre 2019

Fwd: Dichiarazione della 4a Assemblea Nazionale del CNI-CIG

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 23/dic/2019 18:41
Oggetto: Dichiarazione della 4a Assemblea Nazionale del CNI-CIG
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

Al popolo del Messico
Ai popoli del Mondo
Alla Sexta Nazionale ed Internazionale
Alle Reti di Resistenza e Ribellione
Ai mezzi di comunicazione
Fratelli, sorelle.

Nel Caracol Zapatista Jacinto Canek, nel CIDECI- UNITIERRA, a San Cristóbal de las Casas, Chiapas, i giorni 18 e 19 dicembre 2019, per celebrare la 4ª Assemblea Nazionale del Congresso Nazionale Indigeno e del Consiglio Indigeno di Governo, i popoli Afromessicani, Binizaa, Chinanteco, Chol, Chontal, Comca'ac, Hñahñu, Kumiai, Mam, Maya, Mayo, Mazahua, Me´phaa, Mixe, Mixteco, Nahua, Náyeri, Purépecha, Quiché, Rarámuri, Téenek, Tepehuano, Tohono Oódam, Tojolabal, Totonaca, Tzeltal, Tzotzil, Wixárika, Yaqui, Zoque, Chixil, Cañari e Castellano, provenienti da 24 stati della repubblica, insieme agli invitati di Guatemala, Ecuador, El Salvador e Stati Uniti, ci siamo incontrati per ascoltarci, per vedere nel compagno e nella compagna che insieme, collettivamente, siamo popoli, nazioni, tribù.
Ci troviamo per vedere e capire la guerra neoliberale che da sopra ci arriva intrisa di bugie per fingere di governare, mentre consegnano il paese nelle mani del capitale, che non gradisce la coscienza collettiva dei popoli e mette in marcia i suoi strumenti di spoliazione:
1. Attraverso la violenza sanguinaria e terrorista contro i popoli che difendono la terra.
Il lutto e la rabbia che vivono dentro coloro che oggi incontriamo, sono per il danno alla madre terra, la spoliazione di tutte le forme di vita. E quelli che hanno deciso di distruggerla per trasformarla in denaro hanno nome e cognome, così come gli assassini dei nostri compagni. Spezza il nostro cuore collettivo l'assassinio del compagno delegato popoluca del CNI, Josué Bernardo Marcial Campo, anche noto come TíoBad, che per la sua arte, la sua musica e la sua protesta contro i megaprogetti che il malgoverno proclama di aver chiuso, come il fracking, è stato fatto sparire e poi fatto ritrovare brutalmente assassinato lo scorso lunedì 16 dicembre.
Il compagno Samir Flores Soberanes del popolo nahua di Amilcingo, Morelos.
Il compagno Julián Cortés Flores, del popolo mephaa de la Casa de Justicia di San Luis Acatlán, Guerrero.
Il compagno Ignacio Pérez Girón, del popolo tzotzil del municipio di Aldama, Chiapas.
I compagni José Lucio Bartolo Faustino, Modesto Verales Sebastián, Bartolo Hilario Morales, e Isaías Xanteco Ahuejote del popolo nahua organizzato nel Consiglio Indigeno e Popolare di Guerrero – Emiliano Zapata (CIPOG – EZ).
I compagni Juan Monroy e José Luis Rosales, del popolo nahua di Ayotitlán, Jalisco.
Il compagno Feliciano Corona Cirino, del popolo nahua di Santa María Ostula, Michoacán.
I nostri compagni sono stati assassinati per essersi opposti alla guerra con cui il malgoverno vuole appropriarsi delle nostre terre, monti e acque, per consolidare la spoliazione che minaccia la nostra esistenza come popoli originari.
2. False consultazioni.
Il malgoverno federale finge di consultare la gente, soppianta la nostra volontà collettiva ignorando ed offendendo le nostre forme di organizzazione e di presa delle decisioni, come il volgare inganno della "Consulta" il cui obiettivo non è altro che imporre con la forza il cosiddetto Treno Maya, che consegna i territori indigeni al capitale industriale e turistico, o le bugie definite anche consultazioni per imporre con la violenza il Progetto Integrale Morelos, o i megaprogetti di morte che riconfigurano il nostro paese per metterlo a disposizione del capitale multinazionale, principalmente per imporre il potere terroristico degli Stati Uniti.
3. Polarizzazione e scontro tra comunità indigene.
Per avanzare nella sua guerra, il malgoverno scommette sullo smantellamento del tessuto comunitario, fomentando i conflitti interni che tingono di violenza le comunità, tra chi difende la vita e chi vuole mettergli un prezzo, anche a costo di vendere le future generazioni a beneficio milionario di pochi corrotti che si servono dei gruppi armati della criminalità organizzata.
Per quanto sopra, dichiariamo che resistiamo e lottiamo perché siamo vivi, perché, benché temiamo di smettere di esistere per ciò che siamo, non è questa la strada che scegliamo per noi e per coloro ai quali dobbiamo rispondere.
4. Espansione della guerra.
Mentre noi, popoli originari, subiamo con più violenza che mai la guerra del capitale, il malgoverno insieme a

venerdì 22 novembre 2019

Fwd: EZLN: INCONTRO PER LA DIFESA DEL TERRITORIO E DELLA MADRE TERRA

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 22/nov/2019 16:28
Oggetto: EZLN: INCONTRO PER LA DIFESA DEL TERRITORIO E DELLA MADRE TERRA
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

CONVOCAZIONE
ALL'INCONTRO PER LA DIFESA DEL TERRITORIO E DELLA MADRE TERRA

AI POPOLI DEL MESSICO E DEL MONDO,
ALLA SEXTA NAZIONALE E INTERNAZIONALE,
ALLE RETI DI APPOGGIO AL CIG,
AI MEZZI DI COMUNICAZIONE.

Il capitalismo, fin dalla sua nascita, è un sistema economico mondiale contrario alla vita umana e contrario alla nostra madre terra, dunque, nella sua logica di accumulazione e di profitto, può riprodursi unicamente attraverso lo sfruttamento sempre più massiccio del lavoro umano e la depredazione permanente delle terre e dei territori dei popoli del mondo intero, principalmente dei popoli originari.
Il capitalismo, nella sua attuale tappa neoliberista, assume forme sempre più mostruose, che dichiarano una guerra aperta contro l'umanità e contro la terra, nostra madre. L'attuale sviluppo economico basato su scala planetaria nella predominanza del capitale finanziario che domina popoli, nazioni e continenti interi, poggiato sull'industria militare ed estrattivista, accrescendosi attraverso guerre reali o fittizie, la profusione del crimine organizzato e invasioni e colpi di stato, nella sua insaziabile logica di accumulazione e consumo capitalisti, sta portando verso un limite che mette in pericolo le condizioni della vita umana sul pianeta.
Inoltre, l'attuale sistema, con la sua organizzazione patriarcale ereditata da sistemi e civiltà precedenti ma approfondita negli ultimi secoli, si esibisce come un nemico violento non solo dell'umanità, ma in particolare delle donne e della nostra madre terra. Ovvero, lo sfruttamento e la profonda violenza strutturale verso le donne, è propria del capitalismo anche se è nata molto prima, la proprietà privato capitalista, base di questo sistema, non si può spiegare né comprendere se non come parte di un sistema patriarcale di dominazione sulle donne e sulla terra.
Il Messico e gli altri paesi del mondo sono dominati da questo che chiamiamo capitalismo e né i paesi che si definiscono con governi di sinistra o progressisti esulano da ciò, dunque, con questo sistema distruttivo, l'umanità avanza verso l'abisso. Per questo è urgente la difesa della vita umana, la difesa dei territori dei nostri popoli e la difesa della terra in una prospettiva chiaramente anticapitalista ed antipatriarcale.
E, come parte di questo immane compito:
CONVOCHIAMO
IL FORUM IN DIFESA DEL TERRITORIO E DELLA MADRE TERRA
Che si svolgerà nei giorni 21 e 22 dicembre 2019 nel Carácol JACINTO CANEK (CIDECI di San Cristóbal de las Casas, Chiapas, Messico)
Con i seguenti argomenti di discussione:
ARGOMENTI DI DISCUSSIONE
1. Devastazione ambientale e distruzione della madre terra nel capitalismo attuale: Diagnosi.
2. Depredazione del territorio indigeno, contadino e urbano, spoliazione dei beni comuni, guerre di occupazione, estrattivismo e crimine organizzato: le crescenti aggressioni. 
3. Capitalismo e patriarcato: Violenza strutturale contro le donne e la madre terra.
4. Costruzione di alternative anticapitaliste e antipatriarcali: la nostra lotta è per la vita.

DISTINTAMENTE
Novembre 2019
Per la Ricostituzione Integrale dei Nostri Popoli
Mai Più Un Messico Senza Di Noi
CONGRESSO NAZIONALE INDIGENO/CONSIGLIO INDIGENO DI GOVERNO
ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE

Traduzione "Maribel" – Bergamo
Testo originale: http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2019/11/21/convocatoria-al-encuentro-en-defensa-del-territorio-y-la-madre-tierra/


lunedì 19 agosto 2019

Fwd: EZLN: ABBIAMO ROTTO L'ASSEDIO. 11 NUOVI CARACOLES.

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 19/ago/2019 07:12
Oggetto: EZLN: ABBIAMO ROTTO L'ASSEDIO. 11 NUOVI CARACOLES.
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

COMUNICATO DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-COMANDO GENERALE DELL'ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE MESSICO. E abbiamo rotto l'accerchiamento.



COMUNICATO DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-COMANDO GENERALE DELL'ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE
MESSICO

 

17 AGOSTO 2019

AL POPOLO DEL MESSICO:

AI POPOLI DEL MONDO:

AL CONGRESSO NAZIONALE INDIGENO-CONSIGLIO INDIGENO DI GOVERNO:

ALLE RETI D'APPOGGIO E RESISTENZA E RIBELLIONE:

FRATELLI, SORELLE E FRATELLEI:

COMPAGNE, COMPAGNI E COMPAGNEI:

Siamo a portarvi la nostra parola che è la stessa di prima, di oggi e di domani, perché è di resistenza e ribellione.

Nell'ottobre 2016, quasi tre anni fa, nel loro ventesimo anniversario i popoli fratelli organizzati nel Congresso Nazionale Indigeno, insieme all'EZLN, si sono impegnati a passare all'offensiva in difesa del territorio e della madre terra. Perseguiti dalle forze del malgoverno, da cacicchi, imprese straniere, criminali e leggi; contando morti, offese e prese in giro, noi popoli originari, noi guardiani della terra ci siamo accordati per passare all'offensiva ed estendere la parola e l'azione di resistenza e ribellione.

Con la formazione del Consiglio Indigeno di Governo e la designazione della sua portavoce, Marichuy, il Congresso Nazionale Indigeno si è dato il compito di portare a fratelli e sorelle della campagna e della città la parola di allerta e di organizzazione. Anche l'EZLN è passato all'offensiva nella sua lotta di parola, idea e organizzazione.

Ora è arrivato il momento di rendere conto al CNI-CIG e alla sua portavoce. I suoi po

lunedì 1 aprile 2019

Fwd: COMUNICATO CNI-EZLN SULLA CONSULTAZIONE PER IMPORRE MEGA PROGETTI NELL'ISTMO DI TEHUANTEPEC

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 01/apr/2019 09:45
Oggetto: COMUNICATO CNI-EZLN SULLA CONSULTAZIONE PER IMPORRE MEGA PROGETTI NELL'ISTMO DI TEHUANTEPEC
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

COMUNICATO DEL CONGRESSO NAZIONALE INDIGENO E CONSIGLIO INDIGENO DI GOVERNO E DELL'ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE SULLA NUOVA SIMULAZIONE DI CONSULTAZIONE PER IMPORRE MEGA PROGETTI NELL'ISTMO DI TEHUANTEPEC

Al popolo del Messico

Ai popoli del mondo

Alle Reti di Appoggio al CIG

Alle Reti di Resistenza e Disobbedienza

Alla Sexta Nazionale edInternazionale

Ai mezzi di comunicazione

 

Di fronte all'agenda di spoliazione e distruzione dei malgoverni per imporre quello che in alto chiamano "Programma di Sviluppo dell'Istmo di Tehuantepec", e che per noi popoli originari è l'annuncio della tragedia che vogliono diffondere nei territori dei popoli in tutta la regione dell'Istmo

Noi del CNI-CIG respingiamo e non riconosciamo qualunque simulazione che si proponga l'imposizione dei megaprogetti di morte, come la presunta consultazione che i malgoverni vogliono tenere in diverse comunità dell'Istmo di Tehuantepec nei giorni 30 e 31 marzo.

Denunciamo le pratiche corrotte che i malgoverni realizzano attraverso l'Istituto Nazionale dei Popoli Indigeni per cercare dividere, ingannare ed intimidire le nostre comunità, dove offrono programmi e progetti in cambio del sì alle loro presunte consultazioni, come se quello che è in gioco non fossero il territorio e le risorse naturali. 

Noi popoli originari Binizzá, Ikoot, Chontal, Zoque, Nahua e Popoluca che viviamo nell'Istmo d

lunedì 18 marzo 2019

Fwd: Convocazione Giornate di Lotta a 100 anni dall'assassinio del Generale Emiliano Zapata

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 18/mar/2019 08:59
Oggetto: Convocazione Giornate di Lotta a 100 anni dall'assassinio del Generale Emiliano Zapata
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

CONVOCAZIONE

ALLE GIORNATE DI LOTTA

"ZAPATA VIVE, SAMIR VIVE, LA LOTTA CONTINUA"

A 100 ANNI DALL'ASSASSINIO DEL GENERALE EMILIANO ZAPATA SALAZAR

Considerato che nostro fratello Samir Flores Soberanes è stato ucciso dal regime neoliberale; non sappiamo se il governo, gli imprenditori, i loro cartelli criminali o se i tre insieme;

Visto che la cosiddetta "Quarta Trasformazione" iniziata con Miguel de la Madrid Hurtado, approfonditasi con Carlos Salinas de Gortari, proseguita nella sua guerra di conquista con Ernesto Zedillo Ponce de León, Vicente Fox Quezada, Felipe Calderón Hinojosa ed Enrique Peña Nieto, ed ora continua con il progetto trans-sessennale di Andrés Manuel López Obrador e il Partido Movimiento de Regeneración Nacional, e che per i popoli originari l'unico "vero cambiamento" è l'aumento delle menzogne, degli inganni, delle persecuzioni, delle minacce, degli arresti, della sopraffazione, degli omicidi, delle umiliazioni e del disprezzo, dello sfruttamento umano e della distruzione della natura; insomma: l'annichilimento della nostra vita collettiva;

Accertato che il governo neoliberale guidato da Andrés Manuel López Obrador ha gli occhi puntati sui nostri villaggi e territori dove, con l'Istituto Nazionale dei Popoli Indigeni, si estende una rete di cooptazione e disgregazione che apre la strada alla guerra industriale, fatta di progetti e violenze che, poggiata sulle corporazioni militari e sulla prossima Guardia Nazionale tesse un'oscura ragnatela di morte e distruzione tra i popoli originari del paese;

Ribadendo la nostra decisa opposizione alle politiche neoliberali di vecchi e nuovi governi, la nostra opposizione alle consultazioni, o come si vogliano chiamare, che non hanno altro fine che la sottrazione dei nostri territori; la nostra opposizione al settore minerario, al contenimento dei nostri fiumi, alla costruzione di autostrade, all'accelerata speculazione immobiliare sulle nostre terre, ai megaprogetti neoliberali di morte come il Proyecto Integral Morelos, il Corridoio Transistmico o il Treno Maya;

Ricordando che la lotta guidata dal Generale EMILIANO ZAPATA SALAZAR e dall'Esercito Libertador del Sur y Centro hanno rappresentato e continuano a rappresentare gli interessi e le aspirazioni dei nostri popoli e di milioni di sfruttati e sfruttate in Messico e nel mondo; e che il prossimo 10 aprile saranno 100 ANNI DAL VILE ASSASSINIO DEL GENERALE EMILIANO ZAPATA SALAZAR per mano del regime politico che, nonostante le sue "trasformazioni", ci governa tuttora:

CONVOCHIAMO

L'ASSEMBLEA NAZIONALE DEI POPOLI INDIGENI DEL CONGRESSO NAZIONALE INDIGENO/CONSIGLIO

venerdì 22 febbraio 2019

Fwd: Gilberto López y Rivas: La vita non si negozia, la morte non si consulta

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 22/feb/2019 11:05
Oggetto: Gilberto López y Rivas: La vita non si negozia, la morte non si consulta
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

La vita non si negozia, la morte non si consulta

Gilberto López y Rivas

La Jornada, 21 febbraio 2019. Un fantasma percorre lo stato di Morelos ad un secolo dell'assassinio del generale Emiliano Zapata a Chinameca. Le comunità indigene-campesine morelensi che continuano a resistere per terra, acqua e vita, si sentono tradite da Andrés Manuel López Obrador (AMLO) che con il governo della Quarta Trasformazione, come i governi neoliberali precedenti, vuole imporre il Proyecto Integral Morelos (PIM), e mettere in funzione la centrale termoelettrica di Huexca.

A viva voce e attraverso La Voz de Huexca en Resistencia, un modesto giornale di coloro che in questo villaggio lottano contro la centrale termoelettrica costruita sul loro territorio senza consultazione né autorizzazione dei suoi abitanti, esprimono con tristezza e rabbia le contraddizioni programmatiche tra l'allora candidato e ora Presidente, mostrando un video del 2014 in cui AMLO enunciava: Qui vi voglio dire che noi difenderemo con tutto quanto  in nostro potere le comunità che non vogliamo questa centrale, e non vogliamo neanche le miniere che inquinano le acque. Immaginate cosa significa questo, in questa terra dove, ad Anenecuilco, è nato Emiliano Zapata, il miglior dirigente nella storia del Messico, proprio qui vogliono realizzare una centrale termoelettrica.

Da quando è stato presentato il PIM e l'avvio dei lavori, il movimento di opposizione nei tre stati non si è mai fermato, e così la repressione. La lotta è organizzata fondamentalmente nel Frente de Pueblos en Defensa de la Tierra y Agua, Morelos, Puebla e Tlaxcala e nella Asamblea Permanente de los Pueblos de Morelos, attivi contro i progetti di sviluppo che per le comunità significano morte, sottrazione di terre e devastazione dell'ambiente. In Morelos la lotta contro il PIM è iniziata nel 2013. Huexca, Amilcingo, Jantetelco ed Ayala sono centri distaccati di opposizione al progetto.

Queste organizzazioni dimostrano che gli abitanti dei tre stati, 24 città e centinaia di comunità si vedranno colpiti in diverse maniere. Il gasdotto di 76 centimetri di diametro percorrerà 170 chilometri trasportando ogni giorno 9mila metri cubi di gas naturale, con tutti i pericoli che questo implica, e considerando che il percorso è zona sismica di rischio mezzo alto per la vicinanza del vulcano Popocatépetl. Ugualmente per la condotta d'acqua, lunga 12 chilometri e quasi un metro di diametro con cui si saccheggerà l'acqua che alimenta la vita agricol

giovedì 21 febbraio 2019

Fwd: Comunicato del CNI-CIG-EZLN sull'omicidio del compagno Samir Flores Soberanes

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 21/feb/2019 09:14
Oggetto: Comunicato del CNI-CIG-EZLN sull'omicidio del compagno Samir Flores Soberanes
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

Comunicato del CNI-CIG-EZLN sull'omicidio del compagno Samir Flores Soberanes

20 febbraio 2019

 

Al popolo del Messico ed ai popoli del mondo

Alle reti di appoggio al CIG

Alle reti di resistenza e ribellione

Alla Sexta Nazionale ed Internazionale

Ai mezzi di comunicazione

 

Denunciamo con dolore e rabbia il vile assassinio del nostro compagno Samir Flores Soberanes, dirigente nella comunità di Amilcingo, Morelos; uno dei principali oppositori al Proyecto Integral Morelos e da molti anni delegato del Congresso Nazionale Indigeno.

Alle 5:40 circa del mattino di oggi 20 febbraio, delle persone armate arrivate a bordo di due veicoli hanno bussato alla sua porta e quando Samir è uscito gli hanno sparato quattro colpi, due dei quali in testa che dopo pochi minuti gli hanno tolto la vita.

Ieri, Samir aveva esposto i motivi dei popoli di Morelos per opporsi al Plan Integral Morelos, in un evento organizzato dal delegato del malgoverno federale Hugo Erick Flores, che si era presentato nel municipio di Jonacatepec per organizzare il forum relativo alla presunta "consultazione" con la quale vogliono imporre la centrale termoelettrica di Huexca, Morelos, e le opere complementari che distruggono il territorio e minacciano la vita di tutta la regione.

Di questo crimine riteniamo responsabile il malgoverno ed i suoi padroni che sono le imprese ed i loro gruppi armati legali ed illegali, che vogliono così derubarci, portarci alla morte e spegnere le luci di speranza, come quella del compagno Samir.

Distintamente
Febbraio 2019

 

Per la Ricostruzione Integrale dei Nostri Popoli
Mai Più Un Messico Senza Di Noi

Congresso Nazionale Indigeno
Consiglio Indigeno di Governo
Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale

 

Traduzione"Maribel" - Bergamo

 


martedì 12 febbraio 2019

Fwd: A: le donne che lottano in tutto il mondo. Da: le donne zapatiste.

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Annamaria <maribel_1994@yahoo.it>
Data: 12/feb/2019 14:13
Oggetto: A: le donne che lottano in tutto il mondo. Da: le donne zapatiste.
A: EZLN-IT <ezln-it@lists.ecn.org>
Cc:

A: le donne che lottano in tutto il mondo. Da: le donne zapatiste. 

ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE. MESSICO.
Febbraio 2019. 

Sorella, compagna:

Ti mandiamo un saluto come le donne in lotta che siamo, a nome delle donne zapatiste.

Quello che vogliamo dire o informare è un po' triste perché ti diciamo che non saremo in grado di fare il II° Incontro Internazionale delle Donne che Lottano, qui nelle nostre terre zapatiste, questo marzo 2019.

Le ragioni per cui non possiamo, può essere che forse le conosci già, e se no allora ti raccontiamo un po'.

Bene, si scopre che i nuovi cattivi governi hanno già detto chiaramente che stanno per fare i megaprogetti dei grandi capitalisti. Dal loro Treno Maya, al loro piano per l'Istmo di Tehuantepec, al loro piantare alberi per i mercati di legname e frutta. Hanno anche detto che entreranno le compagnie minerarie e le grandi aziende alimentari. E hanno anche un piano agrario che porta a compimento l'idea di distruggerci come popoli originari, in modo da convertire le nostre terre in merci, che quindi vogliono completare ciò che Carlos Salinas de Gortari ha lasciato in sospeso perché non poteva, perché lo fermammo con la nostra rivolta.

Questi progetti sono di distruzione. Non importa quanto vogliono coprirli con le loro bugie. Non importa q

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