martedì 23 febbraio 2016

EZLN: INTANTO.... nelle comunità aderenti ai partiti

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ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE
Messico
Febbraio 2016
Alle compagne e ai compagni della Sexta:
A chi di dovere:
Compagni e non compagni:
Ciò che vi stiamo per raccontare proviene dalla voce stessa di indigeni aderenti ai partiti che vivono nelle diverse zone nello stato messicano sudorientale del Chiapas. Sebbene militino, simpatizzino o collaborino nei diversi partiti politici istituzionali (PRI, PAN, PRD, PVEM, PMRN, PANAL, PT, PES, PFH, … più quelli che salteranno fuori da qui al 2018), hanno in comune l’avere ricevuto i programmi di assistenza del malgoverno e di essere materiale umano per voti e per trasporti terrestri e celestiali, oltre che, ovviamente, di essere indigeni e messicani.
Quel che state per leggere non solo non è apparso, né appare, né apparirà sulla stampa prezzolata locale, nazionale e internazionale, ma per di più contraddice puntualmente la propaganda governativa e le lodi che ne cantano i suoi media (tra l’altro, molto male).
In sintesi, sono manifestazioni di un crimine: la spoliazione “legale” di terre, storia e cultura di comunità indigene che hanno creduto che i malgoverni e le organizzazioni partitiche esistano per aiutarle. Abbiamo omesso i nomi reali di comunità e persone perché ce lo ha espressamente richiesto chi ha parlato, in alcuni casi perché teme rappresaglie, e in altri per la vergogna e l’imbarazzo di cui soffre per la fregatura subita.
I protagonisti sono solo una piccola parte delle vittime di una guerra, la più brutale, terribile, sanguinaria e distruttiva nella storia mondiale: una guerra contro l’Umanità.
Forniremo soltanto alcuni esempi perché ce ne sono molti, sebbene la menzogna e la sofferenza si ritrovano accoppiate in ciascuno di essi. Dunque…
Quel che qui si scrive è quel che sta accadendo nelle comunità aderenti ai partiti.
Al primo impatto non gli si crede ma quel che vi raccontiamo è un fatto, tale e quale che lo raccontano e dicono le compagne e i compagni basi d’appoggio; e lo dicono i non zapatisti delle comunità, quel che si sta soffrendo nei loro villaggi. Ciò al di là di quel che stanno soffrendo negli altri villaggi dei compagni e compagne del Congresso Nazionale Indigeno nel nostro paese, di cui non si sa molto perché non ci sono mezzi di comunicazione che ne diano notizia, perché la maggior parte dei media esistenti è prezzolata.
Ciò che vi scriviamo è cosa di meno di un anno fa.
Osserviamo come fossimo su un drone sotterraneo per vedere come stanno gli aderenti ai partiti di sotto, lontano dalle statistiche governative e dalle inserzioni a pagamento sui media.
Dalle parti di La Realidad, in una comunità – be’, continuerà a essere una comunità se si difenderà, perché ora vedrete cosa è successo. Non sono zapatisti, bensì aderenti ai partiti.
Vi giunse il progetto di allevamento del malgoverno. Diede bestiame a tutti gli appartenenti all’ejido, non in comune, ma individualmente. Individualmente diede vacche, cavallo, finimenti, recinto, fili per recinti, sale, e in comune diede loro la cassetta dei medicinali veterinaria.
E la gente era ben contenta. Aveva perfino cartelli e magliette che dichiaravano che il governo mantiene la parola. E i governanti si fecero le foto e pagarono i media prezzolati per dare la grande notizia: “le comunità partitiche progrediscono, mentre gli zapatisti stanno come o peggio del 1994”. I funzionari misero a bilancio di avere speso molto, per nascondere quel che si sono rubati: un po’ per loro, un po’ per i governi, un po’ per i media prezzolati.
Ma le notizie viaggiano come la gallinella cieca, che non sa dove andare: e il chapo se ne è scappato per la seconda volta, e lo hanno preso per la terza, ed è venuto il papa, e se ne è andato il papa, e intanto in qualsiasi angolo del Messico, o del mondo, hanno picchiato-violentato-incarcerato-assassinato-fatto sparire-non-importa-chi. E la notizia è parte del sistema, ovvero è anch’essa una merce. E si vende se si dice, e si vende se si tace. Perciò i media ricevono un mucchio di soldi per dire… e molti di più per tacere.
Ma non passò molto tempo: uno di questi membri dell’ejido del villaggio che riceve sostegno governativo, fu preso dalla necessità e vendette una vacca. Dicendo “la necessità” vogliamo dire che ha avuto un’urgenza, come una malattia grave. A quel punto arrivò l’ispettore del progetto e iniziò a contare le vacche, una a una, che gli aveva dato; alla fine ne mancava una di uno di loro, cioè dei membri dell’ejido. Allora l’ispettore gli disse: “Non puoi vendere, perché non hai chiesto il permesso? Devi comprarne una in sostituzione, e che sia della stessa stazza e della stessa razza”. Il signore dell’ejido gli rispose: “Ma come, signore, se ho già speso il guadagno per necessità… dove trovo i soldi per comprarne una in sostituzione?”. E l’ispettore risponde: “Questo non è un problema mio, è un problema tuo, compra quella in sostituzione, è tutto, altrimenti ti portiamo via tutto il resto”.
Non passò un mese che ritornò il maledetto ispettore e riunì i membri dell’ejido, e poi disse a tutti, tirando fuori gli incartamenti e mostrandoli alla gente: “Tutti questi fogli sono la lista, le ricevute, le fatture di tutto quel che avete già ricevuto dal governo, perciò ora la terra non è più vostra, dovete andarvene e che sia con le buone, altrimenti sarà con le cattive. Se ve ne andrete con le buone è già pronto il posto dove vivrete, a Escárcega, cioè nello stato di Campeche, oppure andrete a Los Chimalapas”.
Vale a dire che in tutto quel periodo in cui erano contenti per il sostegno del malgoverno, in realtà stavano accudendo, come peones, il bestiame che non era loro. E tutte le carte che avevano firmato, con i loro verbali dell’ejido e le loro credenziali di elettori, in realtà significavano che stavano svendendo le loro terre senza saperlo.
Da lì in poi finirono i sorrisi e arrivarono la pena, la tristezza, il dolore e la rabbia.
Testo originale - Traduzione a cura dell’Associazione Ya Basta! Milano





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